frustrazione

Aiutare i figli a tutti i costi o educarli anche alle piccole “sconfitte”?


Il bambino alla nascita vive una fase di onnipotenza fisiologica in cui ha bisogno che mamma e papà siano sempre lì per lui, soddisfino ogni suo bisogno e valorizzino le sue capacità che si stanno man mano sviluppando. Con la crescita, però, i genitori devono fare gradualmente un passo indietro.


Il bambino, oltre a ricevere apprezzamenti e valorizzazioni, deve iniziare anche a tollerare le prime frustrazioni e iniziare a far affidamento sulle sue risorse, a esplorare l’ambiente e a cercare, in maniera sempre più autonoma, soluzioni per raggiungere i piccoli obiettivi quotidiani.

Dai 3 anni in poi, aiutare a tutti i costi un bambino, essere troppo apprensivi, seguirlo passo dopo passo, aiutarlo ad ogni minima fatica, fare le cose al posto suo, farlo sempre vincere può essere controproducente. Una ricerca ha cercato di spiegarne i motivi (Palmquist et al., 2016).

I ricercatori hanno coinvolto un gruppo di bambini tra i 4 e i 5 anni in un gioco che prevedeva di ritrovare degli oggetti che erano stati nascosti dagli adulti, i quali hanno cercato di fornire ai piccoli delle informazioni, a volte più accurate, altre più imprecise, per indirizzarli nel ritrovamento. Il gioco è stato poi manipolato così che metà del gruppo di bambini trovasse sempre gli oggetti nascosti, mentre l’altra metà doveva affidarsi solo alle informazioni ricevute. Quando, alla fine del gioco, è stata chiesta ai bambini la preferenza sugli adulti che avevano fornito le indicazioni, la metà del gruppo che era stata aiutata affinché trovasse senza alcun sforzo gli oggetti, ha ignorato l’importanza degli aiuti, non facendo alcuna distinzione tra gli adulti. L’altro gruppo, invece, ha preferito chi lo aveva aiutato, dandogli delle indicazioni preziose nel ritrovare gli oggetti.

Questo significa che i bambini che giungono facilmente al traguardo, rischiano di abituarsi ad un meccanismo illusorio, per cui arrivano sempre alla risoluzione di problemi, e non prendono in considerazione né le loro risorse né i possibili aiuti che possono ricevere, pensando di non averne bisogno. Nella vita, ci sono tante vittorie ma anche sconfitte, che bisogna imparare a tollerare, e iniziare a viverle come parte integrante del percorso di maturazione.

Educare i bambini anche alla “sconfitta” e alla tolleranza della frustrazione è importante per la loro crescita. Il non riuscire subito in una cosa, gli permette di stimolare la mente, di trovare soluzioni utilizzando le proprie capacità, di essere più autonomi, riconoscendo anche l’importanza in alcuni casi di chiedere aiuto e affidarsi agli altri, senza dare per scontato che si arrivi facilmente al raggiungimento dell’obiettivo.


Come bisogna comportarsi?

Ai genitori spetta il compito di insegnare ai figli prima di tutto il valore dell’averci provato, dell’impegno e dei possibili errori. Perdere non significa essere perdenti o non avere gli strumenti e le capacità per competere, ma fa parte dell’esperienza: il successo sta proprio nel riuscire ad accettare anche le piccole sconfitte e imparare da esse.

È necessario che il genitore supporti e sostenga il figlio, ne riconosca i successi, senza però esagerare mettendo troppa enfasi, che potrebbe essere percepita dal bambino come poco autentica.

Bisogna fargli capire, anche nelle piccole cose o nei giochi, che per ottenere un risultato si deve fare almeno un minimo sforzo e che può capitare che ogni tanto non si riesca e non si primeggi.

Il bambino non va privato di questa esperienza di crescita: quando non riesce, può anche reagire con tristezza e delusione, è normale, sono sentimenti che vanno accolti e compresi.

Ovviamente vanno bilanciate anche le frustrazioni e non bisogna esagerare nel versante opposto, con l’essere troppo duri, pensando che così i bambini diventino più forti.

 

Non è tanto la sconfitta in sé ad intaccare l’autostima o il valore personale di un figlio, ma come questa viene vissuta, in che modo i genitori reagiscono e il rapporto che prima di tutto hanno loro con l’esperienza di insuccesso.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Palmquist C. M., Jaswal V. K., Rutherford A. (2016). Success inhibits preschoolers’ ability to establish selective trust. Journal of Experimental Child Psychology, 152, 192-204.

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