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Amico immaginario. Per quale motivo compare? Quando bisogna preoccuparsi?


Durante la prima infanzia, molti bambini si costruiscono un amico immaginario, una presenza frequente nella loro vita, che inizia a fare la sua comparsa intorno ai 2-3 anni, fino all’inizio della scuola primaria, ma può anche permanere per qualche altro anno.

Può assumere le caratteristiche di una persona vicina affettivamente al bambino, un fratello o un amico inventato, oppure può avere le sembianze di un animale, un personaggio dei cartoni o un supereroe con poteri speciali. Il bambino crea nella sua fantasia un amico capace di interagire con lui nel confine tra realtà e finzione, un compagno di vita che non lo lascia solo, che lo aiuta a crescere, a conoscersi e ad adattarsi più facilmente al complesso mondo degli adulti.

Come reagiscono i genitori a tale scoperta?

I genitori che si accorgono che il figlio parla e gioca con un amico invisibile, possono essere impreparati a una scoperta simile, possono reagire con preoccupazione, pensando che sia sintomo di un disagio o una difficoltà del bambino. CIÒ CHE NON SI CONOSCE, SPAVENTA, in realtà, il bambino è consapevole che si tratta di un personaggio frutto di una sua invenzione, che lo accompagna nei diversi momenti della sua vita. I genitori dovrebbero accogliere questa finzione, evitare prese in giro e forzature per far entrare l’amico invisibile nella realtà adulta.

Per quale motivo il bambino si crea un amico immaginario?

In un’età in cui il bambino è ancora troppo vulnerabile e inizia man mano a conoscere le proprie risorse, l’amico immaginario può essere per lui un compagno con cui condividere interessi e segreti, un amico che assuma le capacità che lui vorrebbe possedere, come risolvere problemi con aiuti magici, che sappia gestire le sue più grandi paure, come quella dei mostri o del buio, che sia in grado di ascoltarlo e di interagire con lui nel gioco.

L’amico immaginario può anche comparire in un momento di fatica per il bambino, come la nascita del fratellino oppure l’inserimento alla scuola dell’infanzia, in cui può avere maggiore bisogno di attenzioni, di essere ascoltato e sostenuto.

Si tratta di un’esperienza che permette al bambino di esternare le proprie emozioni, preoccupazioni, paure e scoperte, di elaborare le esperienze vissute, di rivederle sotto diverse prospettive e trasformarle attraverso il gioco. Interagendo con un altro soggetto, dotato di una personalità specifica che il bambino costruisce ogni giorno, il piccolo esercita le proprie capacità relazionali, conosce meglio se stesso e inizia a riconoscere il punto di vista dell’altro, esperienze importanti nella socializzazione.

Quando preoccuparsi?

L’amico immaginario rappresenta una fase fisiologica della vita del bambino che, una volta superata, tenderà a scomparire spontaneamente. I genitori devono iniziare a preoccuparsi se il bambino continua a mantenere la presenza dell’amico immaginario all’età di 10-11 anni, si isola e si chiude in sé, esclude il mondo reale e ha difficoltà ad interagire con altri compagni. Inoltre, può destare preoccupazione il bambino che, oltre a dialogare con il suo compagno, mostra tutta una serie di segnali di disagio, è irritabile o triste. Sarebbe opportuno in questi casi cercare di capire se c’è qualcosa che turba il bambino o lo preoccupa particolarmente.

Redazione AdoleScienza.it