ansia bambini

Attenzione alle parole che usate quando dovete farvi ubbidire dai figli


Quante volte i bambini non obbediscono, non fanno ciò che dite o fanno i capricci? Spesso sono disobbedienti, in particolare nei momenti meno opportuni, quando si va di fretta, si è in ritardo, si sta facendo la spesa o si è in una condizione in cui si ha poco tempo per fermarsi a discutere con loro. E’ ovvio che in quei momenti venga quasi in automatico, trovare le soluzioni più rapide ed efficaci, che però, non sempre, hanno degli esiti positivi, soprattutto da un punto di vista psicologico nel bambino.

In quel momento si ottiene ciò che serve, ossia che il figlio faccia ciò che gli viene imposto, ma attenzione ad abusare di metodi autoritari, si creano delle rotture nel legame, si generano delle paure e degli apprendimenti sbagliati. E’ normale che se vi imponete con la forza, se urlate, se gli date schiaffi o sculaccioni, obbediscano, ma non lo fanno perché hanno compreso le motivazioni per cui non si devono comportare in quel modo, lo fanno perché hanno paura di voi, delle vostre reazioni, delle minacce, del tipo “ti lascio qui”, “non ti porto più”, “sei un bambino cattivo”, “così mi fai soffrire”.

Spesso vengono usate anche parole che incutono loro inutili paure che si porteranno dietro anche quando saranno grandi, come chiamare l’uomo nero o il lupo cattivo, che gli farà emergere la paura di essere abbandonati dai genitori e spesso anche del buio.

Se fai il cattivo arriva l’uomo nero o il lupo cattivo. Perché non dire queste frasi ai bambini?

Non ditegli che chiamate i poliziotti o i carabinieri

Altre volte, però, si ricorre anche alle Forze dell’Ordine, si dice ai bambini “chiamo la Polizia e ti faccio portare via se fai da monello e da cattivo e se non ubbidisci”. E’ una delle frasi più sbagliate che si possa dire ai bambini perché gli si dà un’immagine completamente errata del reale lavoro della Polizia di Stato o dei Carabinieri. Questo comporterà che vedranno i poliziotti o i carabinieri come dei nemici, come delle persone che puniscono e che sanzionano, che non sono buoni, invece di sottolineare il fatto che si prendono cura della tutela dei bambini e di tutte le persone in genere. Se hanno paura di loro non gli chiederanno aiuto quando ne avranno bisogno e avranno paura della divisa e si inibiranno quando vedranno qualcuno di loro.
Bisogna stare molto attenti a quello che si dice ai bambini anche quando si è esasperarti dai loro capricci e quando non si sa come farsi obbedire. I bambini si condizionano in base a quello che sentono dal padre o dalla madre.

Cosa fare e come parlare con loro?

  1. Si deve usare un tono molto diretto, si devono guardare dritti negli occhi e sanzionare il loro comportamento, dandogli una spiegazione coerente e comprensibile sulle motivazioni perché comprendano perché non si devono comportare in quel modo o perché non possono ottenere ciò che pretendono.
  2. Si deve capire che i bambini sono egocentrati, guardano solo i loro bisogni, esistono solo loro e non le esigenze dei genitori. Sta quindi al genitore fargli capire che non esistono solo loro, che ci sono dei momenti in cui si possono fare delle cose e altri no. Devono essere abituati a obbedire con le parole, non con le urla o con le botte, dovete insegnargli a tollerare la frustrazione e anche i no che servono per mettere i confini psichici e capire i limiti.
  3. Se vengono viziati, abituati a fare tutto, parcheggiati davanti ai tablet, pretenderanno di ottenere sempre dei sì, anche quando le loro richieste sono completamente fuori luogo.
  4. Non pensate però che da soli capiscano quando è giusto e quando è sbagliato, quando è il momento giusto o quando è quello sbagliato, siete voi che glielo dovete insegnare, facendogli capire quando possono chiedere e quando no.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza