litigate tra fratelli

Bambini che litigano con gli altri bambini: come devono comportarsi gli adulti?


Per gli adulti i litigi fra bambini assumono valenze soprattutto negative, per cui obiettivo prioritario diventa interrompere subito ogni contrapposizione. Ci siamo mai domandati qual è il significato del litigio per il bambino e come viene vissuto?

Attraverso i piccoli conflitti con i coetanei i bambini sperimentano le proprie capacità di regolazione: ad esempio, riescono da soli a fare la pace, in tempi ragionevoli e senza strascichi emotivi, quando il livello di frustrazione o competizione non è eccessivo, imparando a gestire tali situazioni, a filtrare e a dare il giusto peso alle cose.


Quali sono le caratteristiche dei litigi fra bambini?

Talvolta, ciò che dagli adulti viene visto come una controversia difficile e negativa, rappresenta per i bambini un fatto naturale e spontaneo, che può accadere all’interno del gioco. I motivi possono essere molteplici: prendere o avere per sé un oggetto che l’altro sta usando, giocare con gli stessi giocattoli, voler ricoprire uno stesso ruolo all’interno di un gioco di gruppo o, semplicemente, come accade anche agli adulti, perché hanno opinioni diverse su un argomento. Sin dalla scuola dell’infanzia, ad esempio, è possibile osservare i bambini che litigano, anche in modo frequente; tali litigi, però, hanno solitamente una breve durata e in pochi minuti i bambini giocano nuovamente insieme, come se nulla fosse accaduto.

Quando si rivela inopportuno l’intervento dell’adulto?

L’intervento dell’adulto in un litigio fra bambini si rivela inopportuno se cerca di imporre una soluzione, magari distante da quella che i protagonisti vorrebbero adottare, come quando un genitore si sostituisce al bambino, parlando per lui. Spesso li si “obbliga” a fare la pace prima ancora che abbiano essi stessi compreso quanto sta succedendo, oppure siamo noi a scegliere quale soluzione adottare (ad esempio, dividendoli e dicendo loro di giocare da soli, con giochi differenti, mentre avrebbero continuato volentieri a giocare insieme, oppure costringendoli a giocare in contemporanea con gli stessi oggetti, mentre avrebbero potuto decidere come dividere il materiale da utilizzare).


L’adulto interviene solitamente con l’obiettivo di interrompere subito il contrasto e questo non consente ai bambini di sperimentare le loro capacità di mediazione, comunicazione e risoluzione dei problemi.


In alcuni momenti, poi, sono gli stessi bambini che chiedono l’aiuto dell’adulto, quasi come un arbitro, per stabilire chi ha ragione. L’adulto, in questo caso, non deve mai prendersi il compito di decidere chi ha ragione, ma può evidenziare quanto c’è di valido e importante nelle ragioni di entrambi, sostenendo il confronto e incoraggiando ad un chiarimento spontaneo.

I bambini sviluppano gradualmente le proprie capacità di autoregolamentazione e spesso i litigi si risolvono in maniera naturale, senza risentimento, e senza sfociare in ulteriori contrapposizioni o violenze.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Novara, D. (2014), Litigare bene. Psicologia Contemporanea, 4: 54- 59.