urlare bimbi

Bambini che urlano quando parlano e giocano. Ecco come contenerli in 8 utili mosse


Capita spesso che i bambini quando interagiscono o parlano con i genitori o con gli altri bambini o quando  giocano, strillino o urlino. Spesso è una fase fisiologica della crescita. Il bimbo deve imparare ad autoregolarsi come ha fatto con il controllo degli sfinteri, i ritmi fisiologici, il controllo muscolare e la coordinazione, dovrà farlo anche con il tono della voce.

Le continue urla però appesantiscono spesso i genitori che non sanno bene come gestirli e finiscono per urlare a loro volta, soprattutto quando si trovano in luoghi pubblici perché  devono ripetere all’infinito di fare silenzio, di abbassare la voce, fino a volte impedirgli di giocare e punirli.

Il genitore deve educare il figlio anche da questo punto di vista.

Ecco allora qualche utile consiglio:

1- INNANZITUTTO BISOGNA FARE UN’AUTOANALISI, ANALIZZARE IL PROPRIO MODO DI PARLARE, DI DIRE LE COSE, DI RELAZIONARSI CON LORO. Interagire con loro con un tono di voce sempre alto, con urla, significa insegnargli in maniera indiretta che quella è la modalità di comunicare corretta. Bisogna quindi abbassare il tono di voce e non interagire con loro con le urla.

2- BISOGNA INSEGNARGLI A CONTESTUALIZZARE, ci sono dei luoghi in cui è possibile scaricarsi ed essere più liberi di esprimersi e degli spazi in cui invece si deve stare più contenuti e rispettare gli altri.

3- ATTENZIONE ANCHE AGLI AMBIENTI TROPPO RUMOROSI IN CUI SI VIVE, esempio con musica di sottofondo, TV, Playstation. Spesso i bimbi sono abituati a vivere con dei rumori di sottofondo troppo alti, a parlare con la TV o la musica accesa e quindi si trovano costretti in un certo senso a parlare con voce più alta.

4- I RITMI DI VITA TROPPO FRENETICI a cui sono sottoposti i bambini, dal vieni qui, vai lì, corri, vai, muoviti, ecc….  PORTANO I BAMBINI AD ESSERE PIÙ TESI, ad irrigidirsi e a volte ad usare un tono di voce più elevato, anche di conseguenza al continuo “dai, dai” genitoriale.

5- SPESSO URLANO QUANDO NON RIESCONO AD OTTENERE LE COSE, QUANDO NON RIESCONO A FARE. Bisogna intervenire ed insegnarli che si devono dare il tempo di capire, che stanno imparando ed apprendendo a fare cose nuove ed è normale che possano sbagliare però non devono urlare ed arrabbiarsi, ma stare calmi e ragionare su quello che stanno facendo.

6- SPESSO URLANO PER FARSI SENTIRE E PER OTTENERE ATTENZIONE. Bisogna quindi capire le motivazioni sottostanti, cercare di comprendere il perché debbano attirare l’attenzione, perché abbiano bisogno di mettere in atto determinati comportamenti. Bisogna ascoltare le loro parole, le comunicazioni sottostanti, stare attenti anche alle comunicazioni non verbali, lo sguardo, gli occhi. Urlare significa che forse non sono debitamente ascoltati o comunque loro percepiscono questo.

7- ATTENZIONE ANCHE A COME SI PARLA CON IL PROPRIO PARTNER, CON I PARENTI, perché spesso per esprimere un dissenso e per farsi ascoltare, si urla anche senza accorgersene. Un’altra cosa a cui si deve fare molta attenzione è l’uso che si fa del TELEFONO, spesso quando si parla si urla, si usa un tono di voce alto e i bambini apprendono che è normale parlare così.

8- E’ FONDAMENTALE ASCOLTARLI E CAPIRE PERCHÉ HANNO BISOGNO DI STRILLARE E SOPRATTUTTO GLI SI DEVE FAR CAPIRE CHE POSSONO ESSERE ASCOLTATI ANCHE SENZA URLA anzi, gli si deve far arrivare il messaggio che avranno il loro spazio di ascolto quando utilizzeranno un altro tono di voce in modo tale che imparino una nuova modalità comunicativa. Quando parlano in maniera adeguata andrebbero rinforzati in modo tale che imparino che quella è una modalità accettata ed efficace.

 

 

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

 

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