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Bambini oppositivi che non rispettano le regole e non ascoltano nessuno. Cosa fare?


Il bambino oppositivo e con problemi comportamentali, va contro le regole, non si comporta come gli altri bambini, ha un atteggiamento spesso indisponente, viene spesso sgridato e punito, sia a casa che a scuola o dove svolge le attività sportive. I genitori sono esasperati da questi atteggiamenti, sono logorati dai continui richiami della scuola e non sanno più come intervenire.

I comportamenti oppositivi dei figli sono molto faticosi da gestire perché spesso sono continui e persistenti, si manifestano nei momenti meno opportuni, quando si deve uscire, quando si ha fretta di fare determinate cose, quando si deve rientrare a casa, andare via da casa degli amici, dal luogo in cui ci si trovava. 

madre arrabbiata

C’è un  continuo mettere in discussione le regole imposte dal genitore, anche con scenate importanti, con pianti, con urla, con ribellioni, alcuni bambini arrivano anche a tentare di picchiare generalmente la mamma, si buttano per terra, non si vogliono alzare e si impuntano quando una cosa non la vogliono fare, o non vogliono mettere un determinato vestito, o non vogliono mangiare uno specifico alimento o ciò che viene preparato. Sembra che in quel momento le emozioni prendano il sopravvento, il figlio non è in grado di gestire le emozioni interne ed è come se perdesse il controllo, che mettesse in atto azioni deliberate che infastidiscono gli altri, insieme a manifestazioni di risentimento.

I bambini con tale disturbo non accettano i rimproveri e spesso ignorano le direttive degli adulti. L’ostilità è espressa prevalentemente nei confronti dei genitori o dei coetanei.

Attraverso questo tipo di comportamento, il bimbo esprime una SOFFERENZA interna, un DISSENSO per ciò che lo fa star male. Spesso hanno genitori che gli impongono regole troppo rigide, sono poco permissivi, che soffocano il bambino, il quale, represso, trova un canale per attirare l’attenzione nella maniera più sbagliata, per sottolineare anche il suo opporsi a questo tipo di educazione.

Il piccolo mette in atto questi comportamenti anche a scuola, non segue le regole, gli insegnanti tante volte non sanno come gestirlo e lo puniscono, dimenticandosi che le punizioni non spiegate, eccessive, fanno da rinforzo negativo.

Anche il lasciar correre NON contiene, NON insegna, perché quello messo in atto dal figlio, NON è un comportamento che passa da solo con il tempo, anzi si cronicizza nel corso dello sviluppo e spesso ha un’evoluzione più grave nell’ambito di altri problemi del comportamento, come il disturbo della condotta.

 

Come si sente in tutto questo il bambino? Cosa gli passa veramente nella testa?

In genere ci si focalizza sul comportamento “sbagliato” e provocatorio del bambino, ma il piccolo in tutto questo, cosa prova? Si sente non compreso da nessuno, in primis dai genitori, dai compagni, dalle maestre o dagli istruttori. Sente come se fossero tutti contro, capaci solo di dirgli dove sbaglia, quando sbaglia, che quello che fa non va bene, che dovrebbe comportarsi in un altro modo, che dovrebbe fare come gli altri bambini, che non si rende conto che in questo mondo fa soffrire la mamma o il papà, che disturba la lezione, che è un bambino cattivo.

 

bambino solo

Si sente oppresso da tutto questo ambiente criticante e giudicante CHE NON CAPISCE CHE LUI È COSÌ, che lui funziona così, che più viene pressato ed oppresso, più diventano evidenti l’opposizione e le reazioni comportamentali.

Il bambino ha le aspettative di dover essere capito e vengono infrante ogni volta che sente sempre le solite parole. Mai qualcosa che vada bene, mai un comportamento per cui non sia un bambino cattivo. In questo modo il bimbo non si sente accettato, non sente che qualcuno gli possa voler bene, pensa di fare solo del male ed essere la causa della sofferenza degli altri. Questo devasta ulteriormente la sua autostima, cresce con una convinzione di non essere una persona con un valore, e lo porta a non credere più in se stesso e nelle sue capacità.

Questo lo può indurre a scaricare la sua rabbia anche su stesso, a volte i bambini si picchiano da soli, si danno dei colpi, dicendo che sono dei bambini cattivi.

E’ vero che è estenuante e che è veramente difficile stare dietro a questo tipo di comportamenti del figlio, soprattutto perché un genitore deve anche gestire in parallelo i suoi problemi, quelli del lavoro e della famiglia, però queste reazioni, questi modi di comportarsi vanno contenuti, bisogna intervenire con fermezza, facendogli capire che è accettato, che è amato anche così, per poi lavorare fianco a fianco per mettergli, ogni giorno, un piccolo paletto, cercando di ricreare un solido contenitore in cui si può muovere in piena libertà.

Un piccolo segreto

Il segreto sta nel NON avere delle aspettative di cambiamenti veloci e macroscopici. In queste situazioni le sue reazioni modificheranno a piccolissimi gradini e a volte può anche sembrare che vada meglio per poi avere una ricaduta, non scoraggiatevi è normale, rimboccatevi le maniche e ripartite. NON bisogna gettare la spugna, anche se lenta, l’importante è che ci sia una progressione, se mollate le armi lo perdete, è un tiro alla fune, talvolta estenuante, ma voi siete il genitore e per il suo bene ce la potete fare.

 

Di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore AdoleScienza.it

 

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