baby talk

Bisogna usare un linguaggio specifico per parlare ai bambini?


Lo sviluppo del linguaggio avviene nell’interazione tra maturazione fisiologica e stimoli ambientali. Il ruolo e la presenza dell’adulto fornisce un supporto e facilita la progressiva acquisizione di competenze da parte del bambino.

Il modo in cui gli adulti parlano ai neonati e ai piccoli fra i 18 e i 36 mesi è molto diverso da quello che utilizzano in una normale conversazione, tanto che è stato identificato uno speciale codice linguistico, denominato baby talk.

Si tratta di una versione semplificata della lingua, le cui principali caratteristiche sono: frasi brevi, tono della voce più alto, parlare in modo lento e fluente ripetendo e pronunciando più chiaramente le parole, pause più lunghe, numero limitato di vocaboli, parole caratteristiche impiegate solo con bambini piccoli (ad esempio “bua” e “nanna”), ripetizione delle espressioni del bambino, espressioni per richiamare la sua attenzione e numero più elevato di domande.

Questo tipo di linguaggio risulta adeguato alle competenze comunicative dei bambini: in questo modo essi potranno creare una mappa mentale in cui le cose e le persone vengono associate ai loro nomi, passaggio fondamentale ai fini dell’apprendimento e dello sviluppo linguistico.

 

 Redazione AdoleScienza.it

 

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