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Come devo comportarmi quando il mio bimbo piange?


Un papà ci scrive per capire come comportarsi con il suo bimbo, di nove mesi, soprattutto quando piange. Secondo lui non bisogna lasciar piangere un bambino, ma nello stesso tempo non è appropriato  neanche correre dopo pochi secondi. 

Nei  neonati e nei bambini piccoli il pianto è uno dei mezzi più importanti di comunicazione, è in un certo senso il loro modo di parlare e di esprimere quello che hanno dentro, i loro bisogni, le loro esigenze, le loro paure. NON essendoci il manuale del buon genitore che spiega passo passo come muoversi al meglio, la cosa più difficile è comprendere cosa realmente sta comunicando.

Bisogna innanzitutto sintonizzarsi completamente su di lui e le sue esigenze, imparare in un certo senso a mettersi nei suoi panni.

È molto piccolo sta iniziando a creare un legame di attaccamento con voi, una base sicura a livello emotivo su cui poggerà tutti i suoi passi e ha bisogno di sapere che ci siete e che rispondete ai suoi richiami.

A volte è come se fossero in un certo senso anche delle piccole prove.

Devono individuarsi e scindersi dalla fusione madre/figlio e questo spaventa tanto. Se voi lo lasciate piangere disperato per lui è un abbandono, scatta l’allarme interno per cui è in pericolo, è solo e voi non ci siete. Questo non fa bene al legame che state andando a costruire giorno dopo giorno con lui.

L’addormentamento soprattutto è una fase molto delicata, il piccolo si deve lasciare andare, deve regredire, e deve sapere che ci siete, che NON è solo. Anche noi adulti di notte siamo più in allerta e più attenti a quello che accade intorno a noi.

La cosa importate è NON allarmarsi, i bimbi quando sono così piccoli rispondono alle reazioni del genitore, se voi siete calmi lui è calmo, se voi siete tesi lui pensa ci sia qualcosa che non va e quindi un pericolo. Attenzione quindi ai nervi, loro sentono e percepiscono il tono della voce, la rigidità muscolare, quando li prendete in braccio dovete essere calmi e senza stress anche se non dormite da tanto e se siete distrutti.

È importante poi capire l’INTENSITA’ del pianto, ovviamente se è una piccola lamentela ascoltate e capite se è il caso di intervenire o meno perché in genere passano subito. Se il pianto si prolunga, è un segnale, se voi ci siete, lui si tranquillizza. Rimettete il bimbo nel suo lettino e tornate a dormire.

Per i bambini è fondamentale sentirsi contenuti e rassicurati attraverso il contatto corporeo! Tenerlo sempre in braccio o portarlo a dormire con voi significa non renderlo autonomo.  Prenderlo in braccio non vuol dire viziarlo ma piuttosto fargli sentire che è protetto.

Redazione AdoleScienza.it

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