povertà educativa

Come nascono le prime parole di un bambino?


I bambini imparano a comunicare in tempi straordinariamente rapidi, dapprima con lo sguardo, con il pianto, i gesti, e poi progressivamente si approcciano ad una modalità più complessa: il linguaggio. Lo sviluppo del linguaggio dipende, in primo luogo, dalla maturazione di strutture e processi fisiologici ed in secondo luogo dall’ambiente linguistico in cui il bambino è costantemente immerso.

Le parole, infatti, vengono apprese attraverso le varie interazioni che avvengono durante la giornata ed in base alla modalità di comunicazione che il bambino sperimenta imparerà ad inserirsi nella comunità in cui vive.

Ma quali sono le prime parole con cui si inizia a parlare?

A rispondere è un recente studio condotto dall’Università di Stanford e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge (Ottobre, 2015) che ha permesso di comprendere come si sviluppa l’apprendimento del linguaggio, registrando 200mila ore di conversazione nella casa di un neonato, dalla nascita ai 3 anni, effettuando 10 ore di registrazione al giorno.

Dalla prima parola, “mama”, detta a 9 mesi, fino ai 2 anni, il bambino ha pronunciato 679 parole. Inoltre, fin dalla nascita, al piccolo sono state pronunciate circa 8milioni di parole, input linguistici fondamentali per lo sviluppo del linguaggio.

Lo studio ha esaminato il contesto in cui le parole venivano apprese, analizzando e classificando i dati in base a tre dimensioni: la stanza della casa in cui venivano pronunciate, l’ora, e quali erano le parole pronunciate nel resto della conversazione.

Dall’esame dei dati i ricercatori hanno concluso che le parole udite più frequentemente dal bambino non necessariamente sono quelle che vengono imparate per prime.

Le parole che il bambino ha appreso prima sono quelle utilizzate in attività di routine come i pasti ed il gioco, oppure quelle che vengono usate in contesti diversi e in tipi di conversazioni specifiche (come ad esempio “ciao”).

In conclusione, lo studio afferma che di fondamentale importanza risulta essere, non solo l’esposizione ad una certa quantità di linguaggio, ma piuttosto la qualità della comunicazione con il bambino: attraverso conversazioni della vita quotidiana e l’interazione, che il bambino sperimenta con l’adulto, si attivano tutti i processi necessari per lo sviluppo e l’apprendimento del linguaggio.

Redazione Adolescienza.it

Riferimenti bibliografici

B.C. Roy, M. C. Frank, P. DeCamp, M.Miller, D. Roy (2015). Predicting the birth of a spoken word. Proceeding of the National Academic of Sciences of the United States of America (PNAS) doi: 10.1073/pnas.1419773112

http://www.pnas.org/content/early/2015/09/15/1419773112.full.pdf

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