educazione alla sessualità bambini

Controllate i cellulari dei figli: imitano la pornografia per gioco. L’intervista a Maura Manca



Se nessuno parla con i bambini di sessualità, cresceranno con idee distorte che riprodurranno con comportamenti decisamente a rischio, anche completamente inconsapevoli di ciò che stanno facendo e dei rischi che stanno correndo. I nostri dati parlano chiaro: si inviano sullo smartphone materiale intimo, inconsapevoli dei rischi, tanto che il 33% dei ragazzi è vittima di cyberbullismo a sfondo sessuale


Perché dei bambini arrivano a simulare un video porno?

“Imitano i comportamenti che vedono e sono a contatto con la pornografia dai 7, 8 anni. I ragazzini si adultizzano troppo presto. Sono abituati a usare i telefonini per riprendere e condividere tutto, ormai è normale. Ma sono poco cresciuti a livello cognitivo e non capiscono il senso di ciò che fanno e dei rischi che ne conseguono. Per loro è un gioco, non l’esplorazione degli organi sessuali”.

L’assenza di adulti dietro questi video hard apre scenari quasi inediti.

“Non per noi del settore, che lo denunciamo da anni. E’ inquietante che i bimbi abbiano accesso alle chat in cui scambiano di tutto. WhatsApp è vietato ai minori di 14 anni: come hanno fatto a iscriversi? I divieti sul web servono a poco. Questi ragazzini sembra l’abbiano fatto altre volte, sono disinvolti nei video, questo fa paura”.

Come prevenire casi così estremi e porre rimedio all’emergenza?

“Facendo capire a scuola e famiglia, totalmente assenti, che bisogna parlare di sesso ai bambini. Entrambe le agenzie educative, però, sostengono che non è una questione di interesse dei più piccoli. Così i bimbi si istruiscono in Rete e riproducono tutto in maniera distorta. Non hanno filtri adeguati per guardare e comprendere ciò che fanno. Non c’è prevenzioni in Italia e ci rimettono i ragazzini. Lo dimostra la crescita delle malattie sessualmente trasmissibili, delle gravidanze precoci e dei disturbi psichici nei bambini”.

Se li vogliamo aiutare dobbiamo abbattere il tabù del sesso, altrimenti la colpa è nostra.

Sul Quotidiano Nazionale del 2 novembre 2018 ne ha parlato Maura Manca in un’intervista di Alessandro Belardetti sui bambini che si approcciano alla pornografia in rete fin da quando sono molto piccoli, parlano tra loro e si inviano foto e immagini a sfondo sessuale, anche se non potrebbero.

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