madre figlia paletti

Cosa fare quando i figli vogliono stare sempre e solo con la mamma?


Piange non appena la mamma esce, quando è con lei è sempre in braccio o attaccato alle sue gambe, non ha voglia di andare all’asilo e stare con qualsiasi altra persona che non sia la mamma, i capricci a volte sembrano non finire mai e reclama continue attenzioni senza lasciarle un attimo di respiro.

Questi sono solo alcuni degli atteggiamenti che mostrano molti bambini troppo attaccati alla mamma e che spesso in molte occasioni possono portare all’esasperazione, senza sapere minimamente come meglio comportarsi.

Da cosa è dovuto questo comportamento?

Fin dalla nascita la prima figura di accudimento e di riferimento con cui il bambino è continuamente in contatto è la mamma, che, soprattutto nei primi mesi di vita, pone il bambino al centro del suo mondo cercando di rispondere ai suoi bisogni primari e fondamentali.

Il legame affettivo che si costruisce fin da subito con il piccolo è di fondamentale importanza per la costruzione delle future capacità relazionali del bambino e della sua modalità di approcciarsi al mondo esterno.

È proprio durante le prime esperienze di separazione, infatti, che si possono avere reazioni differenti, in base non solo all’indole del bambino, ma anche al tipo di relazione stabilita precedentemente. Se nel momento in cui inizia ad esplorare il mondo circostante la mamma si mostrerà sicura, il bambino si sentirà libero di sperimentare e vivrà la separazione, non come drammatica, ma come un momento in cui esplorare serenamente ciò che lo circonda. Il bambino avrà in questo caso un’immagine nella mente di una mamma sempre presente, una base sicura verso la quale tornare senza provare sentimenti di abbandono.

Il bambino deve imparare a separarsi serenamente dalla mamma per far sì che riesca ad acquisire la sua autonomia e sviluppare fiducia in sé stesso. È un passo fondamentale per la sua crescita e la sua indipendenza.

Cosa fare per evitare che sia troppo mammone? Ecco alcuni consigli:

  • Non lasciate che l’ansia prenda il sopravvento. Se mostrate voi per primi comportamenti eccessivamente ansiosi, nervosi e pieni di angoscia nei momenti in cui dovete separarvi da lui, il bambino sentirà di non avere una base sicura e al momento del distacco si sentirà incerto, indifeso e percepirà la paura di essere abbandonato, portandolo ad attaccarsi ancora di più. Rassicuratelo e contenetelo con tono rilassato nei momenti di sconforto e disperazione, poiché percependo il vostro stato emotivo, il bambino riuscirà a tranquillizzarsi e sarà influenzato positivamente.
  • Cercare di creare ritmi regolari e stabili. È fondamentale soprattutto quando bisogna affrontare situazioni nuove creare dei rituali che possano permettergli di muoversi in una zona per lui confortevole. Ad esempio quando bisogna accompagnarlo al nido, può essere importante ripetere ogni mattina le stesse azioni e abitudini, sia per abbassare i livelli di ansia sia per dargli sicurezza e prevedibilità.
  • Prepararlo alla separazione. È opportuno rendere le prime separazioni il meno dolorose possibili: soprattutto all’inizio, infatti, devono avvenire in maniera graduale e devono essere per periodi brevi, così da permettergli di imparare a gestire la lontananza lentamente. Iniziate fin da quando è molto piccolo a rassicurarlo quando vi separerete da lui, raccontando e anticipando ciò che sta per vivere: un esempio può essere anche il momento prima di addormentarsi, è importante creare delle piccole routine che permettano al bambino di sentirsi tranquillo e di rilassarsi più facilmente così da favorire il sonno.

ATTENZIONE! Evitate di andare via di nascosto o senza salutarlo, per paura che poi non possa tollerare la frustrazione della vostra lontananza. Così facendo create soltanto l’effetto contrario e alimentate i suoi sentimenti di ansia e la sua paura di essere abbandonato.


  • Permettergli di ambientarsi nelle nuove situazioni. Se avrete la necessità di lasciarlo con persone che conosce meno, è importante rispettare i suoi tempi e permettergli di entrare in confidenza quando anche voi siete presenti. Potrebbe essere utile, in questo caso, fargli portare con sé alcuni giochi per lui importanti e che possano creare un’ambiente familiare che gli permetta di muoversi con più sicurezza.
  • Non essere distratti. Nel momento in cui decidete di fare qualche attività insieme, come ad esempio un gioco o una passeggiata, è fondamentale che vi concentriate su di lui, senza alcuna distrazione. La cosa più importante per un bambino è percepire che il genitore è presente non solo fisicamente, ma anche emotivamente, così da poter condividere momenti specifici e permettergli di comprendere e distinguere i momenti in cui invece non siete con lui, cercando di puntare sulla qualità del tempo che trascorrete insieme piuttosto che sulla quantità.

Redazione AdoleScienza.it

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