gelosia fratelli

E’ arrivato un fratellino: come gestire la gelosia e i comportamenti oppositivi?


Una mamma preoccupata ci racconta che da quando è nato il secondo figlio 9 mesi fa, non riesce più a gestire il figlio più grande, di 4 anni e mezzo, geloso del piccolo fratellino. E’ diventato più ribelle e oppositivo, racconta bugie, si tiene le cose dentro, non ascolta, distoglie lo sguardo, risponde male e picchia soprattutto i bimbi all’asilo.

Tutti i comportamenti elencati rappresentano un segnale di disagio reattivo del figlio più grande alla nascita del fratellino perché si sono manifestati o comunque aggravati dopo aver capito che, una volta arrivato il piccolo in casa, la sua vita è cambiata ed anche il rapporto con la mamma.

È indubbio che una nuova presenza all’interno del nucleo familiare genera sempre importanti cambiamenti. Il figlio più grande, se figlio unico, aveva ogni forma di attenzione incentrata su di lui, uno spazio completamente suo, da non dover condividere con nessuno. In quel momento si trova di colpo SPODESTATO del suo ruolo, vivendo il piccolo come colui che gli ha rubato le attenzioni della mamma e magari di tutta la famiglia che è attratta principalmente dal neonato.

Non è facile per il bambino capire che il piccolo NON ha “rubato” il suo posto, è complesso accettare e comprendere che visto che è così piccolo ha bisogno di molte più attenzioni e cure e che non significa che gli ha portato via l’affetto della mamma.

Per lui in quel momento è come se il genitore lo avesse in qualche modo sostituito, per cui si dovrebbe arrabbiare con la mamma, ma non può perché dipende completamente da lei e non può metterla in discussione, ha paura di perderla e allora se la prende con il fratellino colpevole di avergli portato via quello che era suo. Per questa ragione nascono le gelosie, l’aggressività in alcuni casi, comunque comportamenti oppositivi nei suoi confronti o anche in alcuni casi degli altri bambini, per esempio i compagnetti dell’asilo.

La GELOSIA e questo tipo di comportamenti sono comunque elementi che comunicano il disagio del bambino, che sottolineano il fatto che non sta vivendo bene questa nascita e che è stata minata la sua sicurezza e la sua stabilità emotiva, data in buona parte dal legame con il genitore. Quindi è lo stesso genitore che deve ripristinare un EQUILIBRIO e ricreare la fiducia nel legame con il figlio.

 

Qualche piccolo consiglio:

– E’ importante ACCOGLIERE e RISPETTARE il sentimento di gelosia contenendo, senza reprimere, le emozioni negative come il pianto, la rabbia o l’ostilità.

calma

 

Armarsi di tanta PAZIENZA! Nonostante la stanchezza, cercare di mantenere la calma e capire la motivazione reale che si nasconde dietro ogni comportamento, evitando possibilmente di punirlo e picchiarlo, ma cercando di dargli un contenimento per evitare che viva un ulteriore vissuto di ingiustizia.

 

– Ritagliare del TEMPO con ciascun figlio separatamente, in modo tale che ogni bambino abbia un momento in cui godersi il rapporto con i suoi genitori e coinvolgerlo maggiormente per esempio nelle attività di cura del fratellino, rendendolo partecipe, per evitare che si senta sempre escluso.

 

PARLARE con lui di quello che sta accadendo e di come si sente, spiegandogli che i suoi genitori non lo abbandoneranno mai e che ci saranno sempre, che non è cambiato niente in termini dell’affetto che provate per lui, anche se c’è un fratellino a cui voler altrettanto bene.

 

– Dare REGOLE ferme in grado di fornire un confine al bambino, all’interno del quale possa muoversi in sicurezza e tranquillità. Quando evade riprenderlo, senza rabbia, ma sicurezza e determinazione, senza attacchi personali perché andate ad incrementare il suo disagio.

 

 

I bambini devono avere la certezza che il bene che gli vuole il genitore non sia cambiato!

 

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