enuresi foto

Enuresi notturna o pipì a letto: cosa deve e non deve fare il genitore?


L’enuresi notturna, più conosciuta come pipì a letto, è un problema che accomuna tanti genitori. Fino a circa 3 anni tanti bambini non sono ancora in grado di controllarsi e rischiano quindi di perdere involontariamente l’urina soprattutto durante il sonno. Fino ai 5-6 anni non è preoccupante perché è un’età in cui il bambino può ancora non aver acquisito il completo controllo degli sfinteri. Dopo questa soglia di età inizia ad essere considerato come un disturbo.

È comunque una condizione che genera anche tanta emotività negativa nei bambini, in tanti si vergognano, si sentono in colpa nei confronti dei genitori, hanno paura di non essere compresi, non sanno come fare a smettere perché è un qualcosa che non possono e non sono in grado di controllare.

Il ruolo del genitore in questi casi quindi è molto importante. Ecco allora cosa si deve  fare:

– Accogliere la difficoltà del bambino e rassicurarlo sul fatto che è un problema transitorio, che può succedere anche ad altri bambini e che insieme verrà affrontato, rispettando i suoi tempi.

– Stimolare un dialogo con il bambino e chiedere se c’è qualcosa che in quel momento lo preoccupa e che gli fa fare dei brutti pensieri, cercando di farlo esprimere il più possibile a livello verbale perché spesso questo tipo di problemi rappresentano una manifestazione simbolica di un conflitto interno.

– Trovare con lui delle strategie per evitare di fare la pipì nel letto, come per esempio non bere prima di andare a dormire, svegliarsi durante la notte (non consigliata perché va ad intaccare la qualità del sonno e genera stress che alimenta questo tipo di problemi) ecc….

– Considerare tale problematica come un segnale di disagio che, se decodificato correttamente, aiuterà a conoscere maggiormente il proprio bambino e il suo modo di affrontare le situazioni. Attenzione a condizione di stress interne alla famiglia come per esempio separazione, forti litigate, nascita di un fratellino, una perdita, una malattia anche di un familiare o extra familiari come problemi a scuola, tra cui anche il bullismo riveste un ruolo importante.

– Consultare uno specialista dell’età evolutiva, dopo i 6 anni, che possa valutare la situazione a 360°, coinvolgendo sia il bambino che i genitori, per comprendere le dinamiche sottostanti il problema, per individuare le risorse genitoriali e gli strumenti più idonei per affrontare al meglio la crescita del proprio figlio.

cartellino rosso piccolo

         Cose da NON fare:

– Non sgridare e non punire mai il bambino dopo essersi fatto la pipì addosso.

– Non fare facce o gesti disconforto che possono far pensare al “anche stanotte…..”, si sentirebbero più in colpa di quello che sono.

– Mai prenderlo in giro e minimizzare il problema con battute sarcastiche.

– Non farlo sentire “diverso”, “inadeguato” ed un peso per la famiglia, soprattutto quando si lava e si pulisce.

– Mai negare il problema, facendo finta di niente e aspettando che il problema si risolva da solo.

– Evitare di dirlo ad amici e parenti perché potrebbe essere un problema di cui il figlio si vergogna.

Redazione Adolescienza.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *