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Fare la pace dopo un litigio con mamma e papà: ecco perché per i bambini è un momento fondamentale


Quando i bambini vengono sgridati o rimproverati, la rabbia e la delusione genitoriale vengono percepite come un qualcosa che va ad intaccare il legame affettivo, che interrompe la continuità della relazione. Possono sentire di non meritare più l’affetto dei propri genitori, di averli delusi e hanno paura di perderlo per sempre.


La preoccupazione di poter perdere l’affetto genitoriale li induce a mettere in atto diversi comportamenti per riparare a quanto accaduto: ad esempio, chiedere scusa o cercare di attirare l’attenzione su di sé in diversi modi. Quando percepiscono che il genitore è molto arrabbiato sondano il terreno, mettono alla prova gradualmente, cercano di capire se possono interagire nuovamente o se la mamma o il papà sono ancora arrabbiati con loro.


Perché è importante per loro “fare la pace”?

La condizione di incertezza che sperimentano in queste situazioni è destabilizzante per i bambini: genera, infatti, insicurezze e preoccupazioni nei più piccoli, frustrazione e rabbia in quelli più grandi.  È fondamentale, dunque, che tale condizione sia circoscritta nel tempo e venga spiegato loro quanto sta accadendo, altrimenti la rabbia o la delusione del genitore vengono vissute come una sorta di “punizione emotiva”.

Riconoscere le nostre e loro emozioni li aiuterà a comprenderle e gestirle in maniera efficace. Con un tono di voce fermo, ma senza urlare, spieghiamo al bambino qual è il comportamento specifico per cui lo abbiamo sgridato, rassicurandolo sul fatto che esserci arrabbiati e averlo rimproverato non significa che non gli vogliamo bene o che non abbiamo fiducia in lui.

Diamogli un tempo e uno spazio per “fare la pace” (un abbraccio, un gesto condiviso, una parola di scusa); questo per il bambino stabilisce la continuità del legame affettivo con i genitori e gli conferma che non si è interrotto. Quando chiede scusa, non bisogna aggiungere frasi del tipo “non serve se poi lo fai di nuovo” o “è inutile, hai già chiesto scusa l’altra volta ma poi ti comporti sempre così” perché ciò andrebbe a sminuire ulteriormente il suo gesto, attaccandone il valore. Non si devono elencare comportamenti o eventi passati: fare la pace deve significare poter andare avanti, è un’occasione di crescita e comprensione e ristabilisce la relazione.

E se siamo stati noi adulti a commettere un errore?

Se siamo stati noi adulti a commettere un errore, per esempio con una promessa non mantenuta, un gesto brusco, un tono di voce troppo alto perché stanchi e affaticati, non dobbiamo avere paura di chiedere scusa: li aiuteremo a comprendere che si può sbagliare, che l’errore può essere riparato, che si può comprendere l’altro e che nelle relazioni il riconoscimento delle emozioni di ognuno e la fiducia reciproca sono fondamentali.

Redazione AdoleScienza.it

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