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Farsi la pipì addosso: il DSM-5 ci spiega il perché


E’ molto frequente trovarsi di fronte a bambini che si svegliano nel cuore della notte con il pigiama e le lenzuola bagnate, che provano imbarazzo a dormire a casa dell’amichetto e che rinunciano alle attività con gli altri coetanei per paura di essere presi in giro.

Molti genitori hanno a che fare con la problematica della pipì addosso e sperimentano un vissuto di impotenza e frustrazione perché non sanno come comportarsi e come aiutare il proprio figlio. Di norma si tratta di un fenomeno temporaneo ma è consigliabile rivolgersi ad uno specialista, che attraverso una visita accurata, sarà in grado di escludere patologie mediche sottostanti.

Secondo il DSM-5 rientra nei disturbi dell’evacuazione e il termine tecnico è enuresi (APA, 2014). Tale problematica consiste nella ripetuta perdita di pipì, involontaria o intenzionale, in luoghi inappropriati, nel letto e nei vestiti, che coinvolge i bambini a partire dai 5 anni d’età quando il controllo della pipì dovrebbe essere già acquisito.

Può essere di tipo primario, nel caso in cui il bambino non abbia mai raggiunto il controllo urinario, mentre di tipo secondario, quando l’anomalia si manifesta successivamente, dopo un periodo di normale controllo della vescica.

Tale disagio rischia di trasformarsi in un’importante limitazione delle attività sociali del bambino, con profonde ripercussioni sulla sua autostima, andando incontro all’esclusione da parte dei coetanei. Rischia anche di andare ad intaccare il rapporto con le figure genitoriali, di generare frustrazione ed impotenza davanti alla pipì del figlio, fino ad arrivare alla rabbia o addirittura alle punizioni, per cercare di arginare questo problema troppo difficile da gestire.

Si suddivide in tre categorie:

Enuresi notturna, la più frequente, che implica incontinenza solo durante il sonno notturno e il bambino può ricordare un sogno che comportava l’azione di fare la pipì.

Enuresi diurna, si manifesta durante il giorno in assenza dell’enuresi notturna, ed è caratterizzata da improvvisi stimoli a fare la pipì che non si riescono a controllare oppure questi stimoli vengono rinviati consapevolmente fino al momento in cui non si riesce più a resistere e si ha l’incontinenza. Talvolta è legata al rifiuto dell’utilizzo del bagno a causa dell’ansia sociale o della preoccupazione per la scuola.

Enuresi notturna e diurna, si caratterizza per la presenza di entrambe le forme, sia durante il giorno che durante la notte, risultando particolarmente invalidante per il bambino.

Solitamente, ciò che caratterizza questi bambini è una profonda sensibilità ed una difficoltà nelle gestione delle emozioni e può essere collegata ad eventi di vita stressanti e/o traumatici che vanno a destabilizzare la loro normale routine e l’equilibrio del nucleo familiare come per esempio lutti, morte di un animale, nascita di un fratellino o una sorellina, separazione dei genitori, cambiamento di scuola, di abitazione o anche richieste prestazionali eccessive legate al rendimento scolastico o sportivo.

Redazione Adolescienza.it

Riferimenti Bibliografici

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano.

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