Bimbo vetrina

Figli che vogliono tutto, anche ciò che non serve. È giusto accontentarli sempre?


Capita spesso che i figli, soprattutto quando sono bambini, si innamorino più o meno di tutto ciò che vedono, che toccano o che hanno gli altri. Cose che in quel momento sembrano rappresentare la risposta ai loro più impellenti bisogni, di cui non si può in alcun modo fare a meno, come se non potessero più riuscire a vivere senza quell’oggetto.

L’aspetto che fa più riflettere è che molto spesso, passato il momento, dimenticano le richieste che hanno fatto e quel bisogno viene ben presto archiviato o magari sostituito da un altro oggetto dei desideri.

Solitamente è proprio nelle situazioni quotidiane che i genitori sperimentano maggiori difficoltà a gestire questi comportamenti. Capita, infatti, di frequente che i figli si impuntino nel chiedere e volere a tutti i costi qualcosa quando ci si trova al supermercato, soprattutto poi quando si va di corsa. La fretta, d’altra parte, non  rappresenta sicuramente una buona compagna, perché porta spesso a reazioni impulsive, a punizioni o a minacce; altre volte, invece, pur di risolvere al più presto la situazione si tende a cedere e comprare ciò che chiedono.

È vero che fargli cambiare idea non è sempre facile e spesso si finisce su un ring a dibattere sul sì e sul no, ma è anche vero che non si può avere tutto e subito e non si può dargliela sempre vinta, soprattutto per evitare che imparino a considerare quella modalità come l’unica con cui possono e riescono ad ottenere le cose.

Se apprendono che i capricci funzionano, infatti, ripeteranno quel comportamento tutte le volte che vorranno ottenere qualcosa, con il rischio di alzare ogni volta il tiro fino a che non avranno raggiunto l’obiettivo desiderato.

Ci saranno delle piccolezze per cui si potrà chiudere un occhio, ma sarà sempre importante spiegare che si tratta di un’eccezione e che sono comunque la mamma o il papa a decidere, esplicitando con parole adeguate anche le motivazioni delle scelte fatte.

Non si può basare tutto su una ricompensa

Bisogna pensare che il tutto e subito non corrisponde ad un bisogno dei bambini, ma a un desiderio: per questo non sanno aspettare, non possono rimandare ed è importante che imparino a gestire l’attesa e che ci sia uno scambio, un dare e avere.

E’ più importante dare meno in quantità di oggetti, ma dedicare piuttosto del tempo a piccoli rituali che rispondano a quelle che sono le loro reali necessità.

Spesso si pretende che i figli capiscano da soli il momento giusto, sappiano quando tirare il freno o quando calcare l’acceleratore. In realtà ci si  dimentica che è l’adulto che glielo deve insegnare, perché non hanno ancora acquisito le competenze che consentono loro di attendere, tollerare anche le frustrazioni e non volere tutto e subito.

Il bambino, infatti, non è già dotato di autoregolazione alla nascita, la impara sia attraverso l’esempio, e quindi osservando il comportamento delle persone che lo circondano, sia attraverso le regole e l’educazione.

L’importanza dei limiti

Spesso i figli sono solo il risultato di tante piccole carenze o “debolezze” del genitore, considerando che a volte è più veloce e facile dargliela vinta che salire su un ring e lottare con loro. Troppe volte, inoltre, c’è oggi un disallineamento educativo tra genitori che vivono nella stessa casa, tra nonni che svolgono sempre più di frequente le funzioni dei genitori e tra genitori separati.

Questa riflessione non vuole ovviamente essere un’accusa, anche perché la società di oggi impone dei ritmi veramente frenetici per cui si è innalzato il livello di stress generale con la conseguente fatica a gestire nel migliore dei modi le situazioni di difficoltà.

Quando si mette un limite, si dice un no ad un figlio, non deve esserci spazio per i sensi di colpa, perché si è sicuri di ciò che si sta dicendo e facendo. Spiegare è importantissimo, giustificare no.

Le regole e i “no”, infatti, sono necessari perché attraverso di essi il bambino sperimenta anche una fisiologica frustrazione, ed è fondamentale che essa sia presente per riuscire a sperimentare l’attesa, l’appagamento, la soddisfazione dei suoi reali bisogni e scoprire che tutto ciò che si ottiene ha un valore preciso.

di Maura Manca