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I bambini hanno bisogno di giocare. Cosa mancherà ai bambini digitali?


Giocare è uno dei comportamenti più naturali e nello stesso tempo più educativi per i bambini. La scia dell’effetto positivo del gioco si sente anche da adolescenti e da adulti. Il gioco è fondamentale perché aiuta i bambini a sperimentarsi sia con se stessi che con gli altri, per lo sviluppo di numerose capacità intellettive come calcolo, logica, ragionamento, ricerca degli obiettivi, risoluzione di problemi. Permette di apprendere competenze sociali, insegna a relazionarsi, a riconoscere e rispettare i tempi propri e altrui, a gestire le emozioni, la competitività sana e a condividere anche tutte quelle emozioni che poi diventeranno ricordi. Quanti di noi sorridono ancora oggi quando ripensano ai giochi che hanno caratterizzato l’infanzia? Quanti sentono sensazioni positive e un sottofondo di gioia quando rivedono i “giochi di altri tempi”?. Quelli in via di estinzione o praticamente estinti, una specie che non è stata erroneamente protetta e che è stata inesorabilmente schiacciata dalla violenza dell’invasione tecnologica.

I videogiochi non fanno poi così male, basta seguire alcuni semplici accorgimenti

Cosa mancherà ai bambini di oggi?

 

Molto probabilmente i bambini di oggi, i nativi digitali, diversamente da quelli di un tempo, non avranno, da adulti, ricordi della loro infanzia legati al divertimento e ai giochi all’aria aperta. Tanti di loro non amano più giocare, neanche con tablet e smartphone. Si anestetizzano davanti a video di ogni tipo e immagini che catturano la loro attenzione. Soli e controllabili perché sempre a portata di mano, sempre di corsa tra un impegno scolastico ed extrascolastico. Un crescere esponenziale dei disturbi dell’apprendimento, un proliferare dei ritardi nello sviluppo del linguaggio, poca coordinazione e attività fisica, addirittura esistono scarpe dei bambini con le rotelle e accessori che camminano al posto loro. Non cerchiamo una colpa, non siamo giudici, cerchiamo buon senso, perché solo attraverso la giusta dose di tutto cresceranno bambini sufficientemente equilibrati.

 

Il diritto di essere bambini e normali

 

Perché i bambini hanno bisogno di giocare?

 

I bambini hanno bisogno di giocare, sperimentarsi, stare all’aria aperta e interagire con altri coetanei e con la natura, tutti elementi che sembrano essere ormai quasi scomparsi nel gioco dei più piccoli. Tuttavia, la privazione e la mancanza del gioco fisico hanno e avranno un impatto sulla loro psiche. È importante, comunque, sottolineare che la sedentarietà molto spesso non è una loro scelta, quanto piuttosto una decisione dei genitori, che sembrano aver dimenticato l’importanza che il gioco ha avuto nella loro vita e nella loro infanzia.
Il gioco è sfida, creatività, fantasia, invenzione, sperimentazione di se stessi e della propria autoefficacia. La vita si impara attraverso l’esperienza diretta, per questo è fondamentale permettere ai figli di sperimentarsi in ogni situazione di crescita, comprese quelle del gioco e degli spazi aperti.
Non si tratta certamente di fare una guerra alla tecnologia e ai giochi digitali, ormai sempre più utilizzati sin dalla primissima infanzia, quanto piuttosto di sottolineare l’importanza del gioco e del giocare all’aperto a contatto con la natura. I bambini devono potersi rotolare per terra, correre dietro un aquilone, impiastrarsi di fango, sporcarsi i vestiti e fantasticare di volare come un aeroplano correndo a braccia aperte contro il vento.
Il gioco libero permette, inoltre, di imparare le regole del gruppo e della civile convivenza, il rispetto degli spazi e dei tempi degli altri, l’importanza del controllarsi, non potendosi imporre sempre su tutti. Stimola numerosi processi di apprendimento, come la capacità di prendere delle decisioni, e aiuta anche a comprendere che le proprie scelte hanno sempre delle conseguenze.
Toccare con mano la cooperazione e la condivisione, facendone esperienza diretta, stimola il senso di appartenenza a un gruppo, la solidarietà e favorisce lo sviluppo dei comportamenti prosociali, come l’altruismo e l’empatia.

Giocare fuori casa, senza che ci siano degli adulti sempre presenti a controllare ogni movimento, regala quel senso di libertà, di autonomia, del doversela cavare da soli facendo affidamento sulle proprie capacità. Si viene a creare molto più facilmente quella complicità di gruppo che fa sentire “grandi”, si sviluppa anche tutta una serie di abilità motorie e di coordinamento motorio, si acquisisce maggiore consapevolezza rispetto al potersi fare male realmente; le cadute e le ferite sono reali, non si può morire all’infinito senza che accada mai niente. Sperimentarlo su se stessi significa comprendere che le proprie azioni hanno degli esiti sugli altri e che si può anche far del male. Il contatto visivo permettere di entrare in contatto con le emozioni dell’altro e, quindi, di capire che esistono dei limiti e che non tutto è concesso.

Il gioco fuori casa, possibilmente all’aperto e in gruppo, favorisce nei bambini lo sviluppo del senso di responsabilità e di autonomia psichica. Giocare tra coetanei, senza l’invasione degli adulti, significa imparare da soli a fare da mediatori, trovare delle regole comuni senza che ci sia qualcuno pronto a decidere al posto loro e dire cosa fare e come farlo. Oggi, madri e padri intervengono troppo nella vita dei figli, gioco compreso, rischiando di dirgli anche come, quando e dove devono giocare, per poi lamentarsi del fatto che i figli non hanno più fantasia e creatività.

L’immaginazione è fondamentale nella crescita e anche il far finta. Oggi, invece, i bambini hanno un eccessivo bisogno di concretezza, di immagini, di vedere e toccare con mano, il “come se”, il far finta, sta venendo sempre meno. Così si rischia anche di perdere un po’ il senso del fare amicizia; mi confronto, infatti, sempre più frequentemente con bambini fobici, impauriti nell’iniziare un rapporto di amicizia che va mantenuto e costruito e alla cui base c’è un sentimento profondo.
Questo non significa minimamente che non si debba usare la tecnologia anche per giocare. Tuttavia, essa non deve essere un sostituto, non deve mai essere una scelta unica che esclude altre possibilità; devono essere sempre offerte diverse tipologie e modalità di gioco. I giochi elettronici, infatti, possono favorire lo sviluppo di importanti abilità cognitive, come le strategie di risoluzione dei problemi, la concentrazione prolungata, l’attenzione selettiva, il multitasking e la visione di insieme. È possibile anche fare dei giochi di cooperazione tra genitori e figli e giochi formativi attraverso i quali si può studiare e apprendere.
Serve il buon senso, ma non devono mai mancare il movimento fisico, la vicinanza e il contatto, per non perdere il senso di se stessi e dell’altro.

di Maura Manca