paura bambini

I bambini sono più spaventati dai fatti reali che dagli horror


I bambini si spaventano con maggiore facilità in seguito alla visione di programmi che mandano in onda tragedie e catastrofi reali piuttosto che film horror o film, come li chiamano loro, di paura. Sanno già che farà paura, lo vedono per quella ragione, per sentirsi più grandi, più forti ed è implicito che sappiano cosa aspettarsi.

Mentre le immagini che spaventano veramente i bambini, che intaccano la loro emotività, sono quelle che mostrano incidenti stradali, disastri naturali, risse violente, dove c’è morte e feriti. Impauriscono molto di più perché essendo reali, secondo loro, per associazione, potrebbe capitare anche a loro o ai loro parenti. Un incidente stradale, una rissa, la vedono molto più vicina, anche in termini potenziali. Si sentono invasi nella loro quotidianità, potenzialmente in pericolo, piuttosto che nel caso di film horror in cui è molto chiaro il ruolo della finzione. Data la massiccia divulgazione mediatica, lo stesso discorso vale anche per le immagini, i servizi, i programmi e i video, lanciati sugli attacchi terroristici. I bambini hanno paura che possano verificarsi anche nel nostro paese e che possano coinvolgere loro e la loro famiglia; sono spaventati da questa violenza reale, da questa cattiveria ingiustificata, comprendono maggiormente il concetto di torto e di reazione, non di un qualcosa senza motivazione apparente o chiara almeno per loro. Questa paura li porta ad avere problematiche nel sonno, per esempio maggiori risvegli notturni, paura del buio e di stare da soli. Anche immagini di film d’azione o thriller in cui ci sono scene particolarmente crude e violente, possono rimanere impresse nella mente del piccolo e condizionare lo stato emotivo e le reazioni psico-fisiche.

Oltretutto, è importante ricordarsi che non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo, alcuni sono più sensibili e fragili, altri più strutturati e consapevoli, quindi le reazioni possono cambiare da bambino a bambino, per alcuni gli esiti negativi emergeranno in maniera più evidente nell’immediato, per altri, anche dopo alcuni mesi.

Bisogna fare attenzione ai programmi che guardano i bambini, sincerarsi che non ci siano scene troppo forti per la loro età e per il contesto di vita in cui vivono, bisogna stare attenti anche a quello che guardano in rete e in streaming perché senza controllo genitoriale rischiano di aprire pagine con contenuti che non sono in grado di gestire emotivamente e cognitivamente.

 

 

 

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