giochi e linguaggio

I giocattoli elettronici stimolano il linguaggio nei bambini? Sembra di no


Per favorire lo sviluppo dei più piccoli, i giocattoli tradizionali battono quelli hi-tech. Secondo uno studio americano (Sosa, 2015), condotto in famiglie con bambini dai 10 ai 16 mesi di età, mini-computer, telefoni, oggetti parlanti e giochi elettronici, pubblicizzati come capaci di incrementare le abilità di linguaggio dei bambini, ottengono un effetto contrario.


Quando si utilizzano giochi elettronici, infatti, i genitori lasciano il figlio libero di interagire con il giocattolo, restando in disparte e pronunciando in media solo 40 parole al minuto (56 con i giocattoli tradizionali e 67 con i libri). In presenza di giochi tecnologici, inoltre, si condividono un numero minore di interazioni legate al gioco stesso (interazioni superiori di 4 volte quando si utilizzano i libri e di 2 volte con i giochi tradizionali). I risultati non cambiano in relazione al sesso e all’età del piccolo e nemmeno in base alla loquacità dei genitori.

I giochi elettronici e interattivi diminuiscono, dunque, lo scambio verbale e il piccolo emette meno vocalizzi rispetto a quando gioca con le costruzioni o sfoglia un libro; il rischio connesso è quello di limitare fortemente l’interazione tra genitori e figli, aspetto invece cruciale per lo sviluppo cognitivo e l’acquisizione del linguaggio.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Sosa A. V. (2015). Association of the Type of Toy Used During Play With the Quantity and Quality of Parent-Infant Communication. JAMA Pediatrics, doi:10.1001/jamapediatrics.2015.3753.

 

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