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I regali ai bambini: che significato hanno?


“Ricevere un regalo” rappresenta per il bambino un momento importante che si inserisce all’interno della relazione affettiva che c’è tra lui e la persona che lo dona. Ogni regalo può assumere per i genitori, e quindi per il bambino, una moltitudine di significati nascosti.

I regali fatti da un genitore ad un bambino a volte possono caricarsi di contenuti emotivi e relazionali e trasformarsi, a seconda dei casi, in un “premio”, in una dimostrazione di affetto o in un sostituto dell’assenza del genitore.

Una ricerca, condotta dall’Università del Missouri e dell’Illinois a Chicago (Richins e Chaplin, 2014), ha voluto indagare gli effetti a lungo termine sui figli di alcune pratiche genitoriali nelle quali si tende ad utilizzare gli oggetti materiali come parte di strategie educative.

Lo studio ha messo in evidenza tre tipi di condotte dei genitori:

– usare i regali come “premi” quando i bambini fanno qualcosa di buono;

– fare regali per mostrare affetto;

– punire i bambini, togliendo loro un giocattolo preferito o un videogioco.

Dai risultati, è emerso che tali atteggiamenti possono favorire nei figli in età adulta forti insicurezze e atteggiamenti materialisti e superficiali. Vediamo in che modo.

Un genitore che verbalizza al figlio “Se fai il bravo, ti regalo…” oppure “Se prendi una bella pagella, ti compro quel gioco!” sta utilizzando a scopo strumentale l’attesa del bambino per il giocattolo al fine di gestire e “correggere” il suo comportamento.

In questo modo, i regali assumono il significato di un “premio” da fornire ai bambini nel momento in cui si comportano bene o raggiungono un obiettivo (ad esempio, hanno fatto i compiti o hanno vinto una medaglia nello sport) con il rischio di inviare loro messaggi confusi. I bambini infatti saranno tendenzialmente più portati a credere che il successo e la felicità nella vita siano definiti dal numero di beni materiali che una persona riceve. Inoltre, saranno più propensi a percepire il proprio e altrui valore in base alla quantità di prodotti ricevuti, nella convinzione che, per farsi apprezzare, bisogna possedere delle cose.

Che succede invece se i regali diventano “dimostrazioni di affetto”?

I genitori che riempiono i figli di regali per mostrare il loro amore cercano in realtà una compensazione al vuoto causato dalla mancanza di tempo che riescono a dedicare loro o dalla propria assenza quotidiana, come accade nelle coppie separate.

Ti ho comprato quel gioco che volevi tanto. Hai visto che mamma ti vuole bene?

In queste situazioni, i bambini si ritrovano pieni di regali e tendono a chiederne sempre di più mentre i genitori lamentano il fatto che i loro figli “non si accontentano mai“. Il bambino non ha l’esigenza di accumulare oggetti e, solitamente, una volta ottenuto il giocattolo, se ne stanca facilmente e lo mette in un angolo della camera. Si crea così un circolo vizioso di insofferenza generale.

Per quale motivo?

La questione è che per il bambino nessun oggetto è più importante della sua mamma e del suo papà, quindi utilizza l’unico metodo che ha a disposizione, l’insoddisfazione, per esprimere il suo disagio. Non è sbagliato di per sé fare i regali ai bambini ma bisogna evitare di confondere il dono con il sistema premi/punizioni o con dimostrazioni di vario tipo.

Si rischia spesso di essere inglobati all’interno del consumismo sentendo la pressione di dover accontentare il bambino riempendo la sua stanza dei suoi giocattoli preferiti. Il bambino apprezza maggiormente un giocattolo se questo può essere condiviso con mamma e papà, poiché è la condivisione del gioco con i genitori che fa acquisire importanza all’oggetto.

I bambini hanno bisogno di presenza e di trascorrere del tempo di qualità con i loro genitori a prescindere dai giochi o beni che si donano, altrimenti si rischia di crescere figli che scambiano l’affettività, le proprie capacità e il loro livello di autostima con la quantità di beni materiali che possiedono.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Richins M.L., Chaplin L.N. (2014). Material Parenting: How the Use of Goods in Parenting Fosters Materialism in the Next Generation. Journal of Consumer Research. 41(6), 1333-1357.