paura acqua

In vacanza con i bambini? L'importante è "mettersi in gioco"


L’estate è la stagione che permette di uscire allo scoperto. Le famiglie, più o meno numerose, cercano disperatamente una pausa, uno stacco dalla solita routine. Basta una manciata di minuti per rendersi conto di quanto, molti genitori, facciano fatica a trascorrere serenamente il tempo libero con i propri bimbi.

Gli adulti desidererebbero distendersi al sole, magari in compagnia di un buon libro, tablet o cellulare, mentre i più piccini reclamano un’attenzione finalmente libera da impegni e doveri.

Partiamo dal presupposto che sarebbe opportuno trascorrere del tempo in compagnia dei propri figli, magari vivendo esperienze ludiche semplici e tranquillizzanti.

Il mare, come la montagna, rappresentano una ludoteca naturale. Basta un pizzico di fantasia, creatività, disponibilità a “mettersi in gioco”, per evitare capricci assordanti e tensioni destabilizzanti per tutti.

Si ha a disposizione una riserva naturale di stimoli: la sabbia, la forma di un albero, il colore di un fiore, una conchiglia, i pesci, il colore del mare, le onde, il fruscio del vento, animaletti nascosti tra la sabbia, secchielli, formine, palette, palline… potrei proseguire all’infinito!

bambini spiaggia

Cosa serve ancora? Il desiderio di condivisione. “L’essere con”, presenti emotivamente, raccontando e inventando storie, creando, con entusiasmo e tranquillità, stimolando i piccoli a sviluppare un’osservazione diversa del circostante.

Genitori, giocate con i bambini, sorridete, divertitevi con loro! Se un genitore si pone nel gioco con fatica e privo di entusiasmo, andrà incontro ad un fallimento.

Il tempo deve essere vissuto e non subíto.

Con i bambini non si può pretendere di farsi i fatti propri tutto il tempo, hanno il diritto ed il bisogno di essere “con”.

Siamo disposti? Dovrebbe essere piacevole, basta scoprirsi di nuovo bambini, salendo al livello dei più piccini: ecco la chiave giusta per delle serene vacanze!

Non ho menzionato i mezzi tecnologici e non l’ho dimenticato.

di Marcella Ciapetti, Pedagogista

 

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