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La paura dell’acqua nei bambini: come si deve comportare un genitore?


Di frequente capita di vedere bambini in spiaggia che si rifiutano di fare il bagno in mare oppure in piscina: piangono, protestano, si aggrappano alle gambe dei genitori e sono letteralmente terrorizzati dall’idea di stare in acqua. Nei loro occhi si legge la paura e il loro corpo trasmette chiari messaggi di rifiuto e di evitamento.

Nei bambini piccoli, in un’età compresa tra i 2 e i 5 anni, ma in alcuni casi anche fino a 8/9anni, è una paura piuttosto diffusa, in quanto sia la temperatura più fredda che il trovarsi di fronte a una distesa d’acqua senza limiti può intimorire e non far sentire il bambino a proprio agio e in un ambiente rassicurante per lui.

La paura dell’acqua, che prende il nome di idrofobia, può essere da un lato la conseguenza di un’esperienza negativa avuta con l’acqua, ad esempio aver rischiato di affogare, aver bevuto, essere andato sott’acqua con la testa, avere bruciore agli occhi, non toccare il fondale con i piedi, aver paura del colore scuro dell’acqua, aver paura degli animali che abitano il fondale marino, oppure apparentemente non è presente una causa scatenante, ma è associata a paure irrazionali più profonde come ad esempio la paura di non avere il controllo, di perdersi, di affogare e di non riuscire a respirare.

Come si manifesta?

La prima reazione è quella dell’evitamento dell’acqua e di tutte quelle situazioni che potrebbero in qualche modo portare a un contatto ravvicinato, perché al solo pensiero si sperimenta un disagio interno. Inoltre possono manifestarsi spiacevoli sensazioni a livello del corpo che, il più delle volte, si gestiscono con grande difficoltà come ad esempio pianto inconsolabile, irrequietezza motoria, tachicardia, rossore in viso, pressione al petto, irrigidimento di gambe e braccia, affanno e aumento della sudorazione.

Il ruolo del genitore in questi casi quindi è molto importante per cercare di far vivere al bambino un’esperienza positiva con l’acqua. Ecco allora cosa si deve fare in 7 passi:

Come combattere la paura?

FAR CONOSCERE. Aiuta il tuo bambino a prendere confidenza con il mare e con l’acqua in generale e accompagnalo alla scoperta di questo mondo. Inizialmente, fagli toccare l’acqua solo con i piedini e le manine, e una volta rotto il ghiaccio, potrai fargli bagnare anche il resto del corpo. Ricorda che tutto ciò che è estraneo e sconosciuto fa molta più paura.

RISPETTO. Impara a rispettare i tempi del tuo bambino, senza mettergli fretta, senza minimizzare il problema con battute sarcastiche e senza forzarlo in alcun modo. Se ti vede calmo e paziente, i livelli di tensione gradualmente si ridimensioneranno da soli.

COMPRENSIONE. Utilizza un tono della voce dolce e comprensivo, in modo tale che il bambino non abbia paura delle tue reazioni, ma al contrario si possa fidare e affidare tra le tue braccia anche quando l’acqua viene vista come un nemico.

CONTATTO FISICO. Fai sentire il tuo bambino sostenuto con la presa delle tue mani sicura ma allo stesso tempo non preoccupata e in tensione. Se tu hai paura anche lui avrà paura!

DIVERTIMENTO. Crea in acqua con il tuo bambino momenti di puro divertimento: inventa giochi, storie e trasforma un momento di paura in un momento di condivisione con lui.

NO ALLE PUNIZIONI. Anche se questa difficoltà può farti arrabbiare e perdere la pazienza, non sgridare e non punire mai il tuo bambino perché questo blocco emotivo non dipende dalla sua volontà e andrebbe solo a peggiore il suo stato di ansia e preoccupazione.

PARLA D’ALTRO. Non continuare a parlare di questa sua problematica, mostrando al bambino eccessiva preoccupazione e ansia, focalizzati su altro e godetevi insieme le meritate vacanze!

Redazione AdoleScienza.it

 

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