sopresa e apprendimento

La sorpresa stimola l’apprendimento?


Un recente studio (Kouider et al., 2015) focalizzato sul funzionamento del meccanismo cerebrale associato alle modalità di risposta alla sorpresa, ha dimostrato come, già a un anno, il cervello del bambino risponda in modo particolare quando si verificano delle variazioni alle aspettative, ossia delle situazioni sorprendenti e nuove. Durante il test, basato sulla misurazione delle risposte nervose tramite encefalogramma, ai bambini veniva mostrata l’immagine di un volto o di un fiore su uno schermo, preceduta da un suono. Per realizzare una condizione imprevista, al suono solitamente legato al volto veniva associata l’immagine del fiore. In seguito a tali variazioni, è stata rilevata nei bimbi una risposta diversa, che compare più lentamente ma permane più a lungo, rispetto alla risposta successiva agli eventi attesi.

Il cervello, dunque, già a 12 mesi d’età, sembra rispondere in modo maggiore alle situazioni sorprendenti e impreviste; tale meccanismo sembra poter favorire l’apprendimento in quanto l’attenzione rivolta alle situazioni inattese sembra poter migliorare la percezione e l’elaborazione degli eventi conosciuti o prevedibili e il livello di consapevolezza.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Kouider S., Long B., Le Stanc L., Fievet A. C., Barbosa L. S., Gelskov S. V. (2015). Neural dynamics of prediction and surprise in infants. Nature Communications, 6, doi:10.1038/ncomms9537.

 

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