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L’importanza del gruppo per i bambini: cosa devono fare i genitori?


Stare in gruppo è una risorsa fondamentale sin dall’infanzia. Lo spirito di collaborazione e il senso del gruppo si sviluppano sempre più tra la fine della scuola dell’infanzia e l’ingresso alla scuola primaria e maturano nel corso della crescita.

Essere parte di un gruppo aiuta il bambino a riconoscere ed esprimere le sue capacità e sostiene lo sviluppo dell’autostima. Ogni gruppo, inoltre, ha delle regole, utili per la collaborazione ma che permettono al contempo di valorizzare il contributo e le specifiche personalità di ognuno.

 

In che modo i genitori possono educare e stimolare i bambini alla cooperazione e allo spirito di gruppo?

 1) I bambini imparano dall’esempio dei genitori e apprendono da ciò che essi fanno concretamente. Lo stile genitoriale influenza la propensione alla cooperazione e un modello educativo basato su un’autorevolezza che dà limiti e regole ma in modo comprensivo ed empatico, costituisce un messaggio positivo di RISPETTO E COLLABORAZIONE.

2) I genitori possono aiutare i figli a “mettersi nei panni dell’altro”. Lo spirito di gruppo stimola un ATTEGGIAMENTO EMPATICO che permette di sviluppare una buona CAPACITA’ RELAZIONALE. Un compito fondamentale può essere svolto anche dalla scuola attraverso un modello di apprendimento che possa incentivare il lavoro di gruppo, la capacità di ascoltare e comprendere il punto di vista altrui.

3) Ogni bimbo ha i suoi tempi ed è importante rispettarli. Uno stimolo importante può essere rappresentato dagli sport di gruppo e di squadra in cui i bambini possono confrontarsi con gli altri in una dimensione emotiva e di CONDIVISIONE DI OBIETTIVI E MOTIVAZIONI. Se i bambini fanno fatica a coinvolgersi in attività di gruppo, i genitori possono cercare di comprendere i motivi di tale fatica, sostenerli e rispettare i loro tempi incoraggiandoli gradualmente a sperimentare nuovi contesti e attività.

4) Le attività scolastiche, sportive o ludiche non sono ovviamente esenti da competizioni o conflitti. I genitori (come anche insegnanti ed educatori) possono valorizzare l’importanza del CONFRONTO e dello scambio, aiutando i bambini ad esprimere le proprie opinioni e i propri pensieri, rispettando i tempi di ciascuno ma senza rinunciare ad apportare il proprio contributo.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

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