autostima bassa

Mio figlio ha l’autostima bassa


L’autostima si sviluppa e matura all’interno dell’ambiente e del contesto in cui i bambini crescono, inizialmente attraverso la qualità delle relazioni primarie e, in seguito di quelle secondarie. Corrisponde all’immagine che ciascuna persona si costruisce di se stesso, al valore che viene percepito, al grado di accettazione di se stessi e al “sentirsi capace” di fronte ai propri successi e ai propri fallimenti.

Infatti, le relazioni e le modalità di interazione con il bambino, durante la primissima infanzia, rappresentano per lui la base per le future relazioni, forniscono informazioni sulla realtà esterna, contribuiscono alla costruzione della percezione di sé e alimentano un senso di fiducia verso il mondo esterno e verso le proprie capacità, sperimentando l’autoefficacia.

Tutto questo è possibile principalmente attraverso la sintonizzazione del genitore con i bisogni, con le esigenze e con le richieste del figlio. I bambini sono molto influenzati dal giudizio e dalla approvazione genitoriale e dei loro coetanei ed è per questo, che è fondamentale, che gli adulti significativi (genitori, nonni, insegnanti, baby sitter etc) gli rimandino un’ immagine positiva, per confermare il suo valore personale e la sua efficacia. In caso contrario il bambino crescerà con profonde insicurezze, ansie, paure di non valere nulla e di non meritarsi amore e affetto.

Come riconoscere un bambino con bassa autostima?

  • Appare insicuro, introverso, timido e goffo, oppure, al contrario, troppo sicuro di sé, spavaldo e aggressivo.
  • Viene spesso isolato dai compagni durante i giochi o lui stesso preferisce dedicarsi a giochi solitari e interagire poco con gli altri.
  • Tendenzialmente non prende l’iniziativa per giocare o relazionare e deve essere “spinto” dai genitori.
  • E’ rinunciatario e timoroso: spesso tende a tirarsi indietro di fronte ai compiti assegnati in contesti scolastici, sportivi e familiari, perché non è in grado di gestire la tensione che ne scaturisce, oppure, perché non si sente all’altezza.
  • Ha paura di esprimere la propria opinione e spesso subisce le decisioni altrui.
  • Ha la tendenza ad idealizzare gli altri, sminuendo se stesso e le proprie capacità.
  • È alla ricerca costante di attenzioni e rassicurazioni da parte dell’adulto.
  • Ha reazioni emotive forti di fronte alle critiche e tollera con fatica le frustrazioni e gli insuccessi.
  • Chiede troppo spesso l’approvazione degli altri.
  • Non è autonomo nel fare le cose.
  • Ha bisogno di conferme prima e dopo aver fatto le cose.
  • È sensibile al confronto con i coetanei (può chiedere maggiormente di fare uno sport più solitario o giochi più individuali).

Questi segnali non vanno assolutamente sottovalutati perché possono indicare una serie di comportamenti che oggi, non rappresentano un problema, ma che con gli anni, possono cronicizzarsi nel corso dello sviluppo, condizionare il bambino e predisporre il terreno per problematiche legate alla sfera affettiva e relazionale.

Non dimenticatevi mai di rinforzare adeguatamente i bambini durante tutte le fasi della crescita.

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Redazione AdoleScienza.it

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