smartphone non è una tata

Perché NON utilizzare i tablet e gli smartphone come una TATA?


La SmarTata è deleteria nel rapporto genitore-figlio, perché si delega la gestione di un figlio ad un oggetto.

I bambini hanno bisogno di equilibrio in tutti gli aspetti della vita, anche tra quello che è reale e quello che è virtuale. I centri commerciali, i ristoranti sono frequentati da famiglie con bambini che non mangiano più senza tablet e cartoni. Rimangono imbambolati davanti agli schermi con i genitori che li imboccano. Non si distraggono neanche per mangiare e aspettano che il genitore gli porti il cibo alla bocca per evitare di distogliere lo sguardo dallo schermo.

Quando chiedo loro le motivazioni che li spingono a non assumere più un ruolo di educatore, mi rispondono: “così stanno buoni”, “è l’unico modo per farlo stare fermo”.

Questo atteggiamento è totalmente sbagliato, da cartellino ROSSO, perché non si favorisce minimamente la sua autonomia. Il bambino deve imparare a mangiare da solo, deve capire che ci sono dei limiti e dei confini e deve capire che c’è uno spazio per fare una cosa e uno per farne un’altra.


Il sovrapporre continuamente e normalizzare questa invasione nella psiche della tecnologia, va ad intaccare lo sviluppo e il consolidamento dei confini psichici che può generare, nel corso dello sviluppo, problemi dal punto di vista dei tratti della personalità.


Inoltre, il figlio non interiorizza la figura del genitore come autorevole, ma come remissiva, “devo stare buono, faccio i capricci, non voglio fare una cosa, allora pretendo il tablet o lo smartphone”. In questo modo si rischia che il bambino strutturi questa modalità di relazionarsi al genitore e la riproporrà anche quando è più grande, non riconoscendolo nel suo ruolo.

Anche i viaggi in macchina, in treno, in aereo, non si fanno più parlando o guardando fuori dal finestrino e fantasticando con la mente, ma attaccati ad uno schermo per vedere un cartone o un film. A volte ogni membro della famiglia guarda una cosa diversa dall’altro, per cui si annienta pure il senso di guardare insieme le cose e l’interesse nei confronti del mondo esterno.

In casa vige lo stesso principio, per riuscire ad ottenere un po’ di calma e di tranquillità si immobilizzano i bambini davanti agli schermi in maniera totalmente diseducativa.

Anche quando si fa utilizzare la tecnologia ai bambini ci deve sempre essere la supervisione e l’interazione con i genitori e/o gli altri bambini. In più attenti alla salute, perché il wi-fi è nemico della nostra testa e soprattutto di quella dei bambini.

Allora che fare?

Consigli su come educare un bambino ad un sano uso della tecnologia

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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