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Un bambino può essere stressato? Sì, ma gli adulti tendono a sottovalutarlo


La vita frenetica dei nostri giorni provoca un livello di affaticamento eccessivo che non colpisce solo gli adulti, ma anche i bambini. Tuttavia, sebbene molti genitori siano consapevoli del proprio stress, tendono a sottovalutare e a non riconoscere lo stesso tipo di disagio nei figli.


“10 anni è un’età difficile… Per me gli adulti non sanno quanto sia difficile per un bambino vivere”

Tratto dal film “I bambini sanno” (2015)


È ciò che emerge da un recente sondaggio “Stress in Children Consumer Survey” effettuato da WebMD (http://www.webmd.com/children/news/20150817/stress-survey), in cui è stato chiesto a 432 genitori di bambini, di età compresa tra i 5 e i 13 anni, di riferire (da un minimo di 1 a un massimo di 10) il proprio grado di stress dell’ultimo anno, e di quello del proprio figlio.

È risultato che quasi un genitore su cinque ha attribuito al proprio stress il massimo livello (10/10), e il 57% gli ha conferito un punteggio di 7 o superiore. Per quanto riguarda invece il grado di stress dei loro figli, tutti i genitori lo hanno considerato ben al di sotto del proprio: il 60% delle mamme e dei papà ha dato un punteggio uguale o inferiore a 4.

C’è un dato che fa riflettere: dal sondaggio è emerso che il 72% dei bambini nell’ultimo anno ha mostrato delle condotte e delle reazioni emotive che possono essere associate allo stress. I genitori hanno riferito, infatti, che i loro figli erano più litigiosi (43%), piangevano di più (37%) e manifestavano preoccupazione e ansia (34%). Inoltre, molti bambini presentavano mal di testa, mal di stomaco, difficoltà del sonno e cambiamenti delle abitudini alimentari.

Seppur i genitori abbiano riconosciuto dei cambiamenti o delle difficoltà nei loro figli, non li hanno intesi come segnali di stress. È come se si facesse fatica a pensare che anche un bambino possa essere stressato, come un adulto.

Non bisogna dimenticare, invece, che oggi l’infanzia è molto più colpita che un tempo da eventi stressanti e spesso proprio all’interno della famiglia, come separazioni e divorzi, trasferimenti, problemi economici, ecc. Lo stress può rappresentare per un bambino un rischio importante per la salute soprattutto perché, a differenza dell’adulto, egli non possiede le risorse e gli strumenti necessari per farvi fronte.

Difficilmente un bambino dirà di sentirsi stressato e l’unico modo che ha per comunicare il disagio è attraverso i comportamenti, le reazioni emotive e i sintomi fisici che esprimono dei bisogni importanti che non vanno sottovalutati.

 

Redazione AdoleScienza.it