educazione sessuale

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Durante il periodo adolescenziale, la curiosità, la ricerca di autonomia, il mettersi continuamente alla prova, il corpo che cambia e gli ormoni “impazziti”, portano i ragazzi a scoprire e a sperimentare la propria sessualità. Spesso capita che il giovane impatti con questa nuova realtà senza avere però gli strumenti, le informazioni e il supporto adeguati. Certamente gli amici e i coetanei svolgono un ruolo importante, infatti tra di loro ci può essere una condivisione e un confronto, ma questi aspetti da soli non bastano. Se al giovane manca una guida che lo accompagni in questo delicato percorso, come può distinguere ciò che è naturale e sano da quello che è rischioso per la sua salute? A casa e a scuola non si affrontano queste tematiche, oppure lo si fa ancora in maniera troppo superficiale perché considerati temi tabù e scomodi da trattare. I ragazzi di fronte a questo vuoto comunicativo, spesso pieno di imbarazzo, vergogna e colpa, cercano di trovare da soli le risposte ai loro tanti perché. Internet, ad esempio, negli ultimi anni è diventato un surrogato di insegnanti e genitori, un dispensatore di risposte, che rischia però di confonderli ancora di più, per le troppe informazioni che si trovano sui vari siti, spesso incomplete, errate e provenienti da fonti poco attendibili.

Da un’indagine condotta dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) nel 2012 (http://www.sigo.it/comunicati-stampa/dettagli.php?id=13), su un campione di 1000 ragazzi italiani, emerge come sia diffusa una sessualità poco consapevole, una scarsa conoscenza di tali tematiche, la presenza di falsi miti e la messa in atto di condotte rischiose per la salute. Infatti il 59% dei ragazzi intervistati si affida al coito interrotto come unico metodo anticoncezionale, il 54% ricorre a una contraccezione d’emergenza coma la pillola del giorno dopo e il 51% considera la doppia protezione (pillola e preservativo) priva di senso o addirittura un ostacolo al rapporto sessuale. Il 71% crede di non contrarre malattie sessualmente trasmissibili se si fida del proprio partner e il 28% adotta meno precauzioni dopo la “la prima volta”. Questi dati sono un’importante segnale d’allarme della realtà italiana e sono la fotografia dell’inadeguata preparazione in ambito sessuale tra i giovani. Sarebbe importante un vero e proprio cambiamento culturale in grado di favorire una sessualità più consapevole attraverso interventi di tipo preventivo che promuovano stili di vita sani e una pratica sessuale sicura e soddisfacente, a partire dalla preadolescenza.

Nel 13° Congresso della European Society of Contraception and Reproductive Health che si è svolto a Lisbona a maggio del 2014 (http://www.escrh.eu/events/esc-events/2014), clinici e ricercatori hanno discusso di come i giovani siano la fascia più esposta ai rischi legati a comportamenti sessuali pericolosi e di come le istituzioni dovrebbero svolgere un ruolo di rilievo nella prevenzione di tali comportamenti.

L’informazione è quindi il primo passo verso la consapevolezza e il sapersi muovere con maggiore libertà senza mettere a rischio la propria salute. Una corretta educazione sessuale utilizza un linguaggio semplice, adatta i contenuti all’età della popolazione di riferimento e alle caratteristiche personali di ciascun ragazzo, per poter intervenire in maniera mirata ed efficace. Inoltre risulta indispensabile integrare gli aspetti più teorici e scientifici (ad esempio la descrizione di alcune zone del corpo, le tipologie degli anticoncezionali o il funzionamento di alcuni meccanismi) con gli aspetti affettivo-relazionali legati alle emozioni, alla condivisione di un momento così intimo con un’altra persona.

Redazione AdoleScienza.it

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