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Ansia da prestazione scolastica già alle elementari: come aiutare i bambini a superarla?


Tanti bambini, già nella scuola primaria, in vista di una verifica o di un’interrogazione, sperimentano un alto livello di ansia e preoccupazione, vanno nel pallone, non riescono a sentirsi sicuri di se stessi, si bloccano. Il ruolo di genitori e insegnanti e il modo in cui gestiscono insieme ai bambini queste situazioni, diventa fondamentale per aiutarli ad affrontare paure e difficoltà e facilitare il modo in cui in futuro vivranno questi momenti.

Gli ultimi mesi dell’anno scolastico rappresentano un periodo molto importante, in cui ci si avvicina alla conclusione, si tirano le somme del percorso svolto, arriva la pagella finale con i voti e i giudizi. I bambini possono arrivare a sperimentare ansia in queste situazioni di verifica e valutazione, vivendole in modo negativo, quando viene trasmesso loro, anche inconsapevolmente da parte di genitori o insegnanti, un messaggio che esalta solo il rendimento scolastico e i risultati, rischiando di farli sentire sotto pressione. Ciò può far scattare la molla del confronto, dell’aspettativa e del desiderio di essere sempre “come gli altri vorrebbero”, sin dai primi anni dell’esperienza scolastica.


I bimbi possono avere paura del giudizio che potrebbero ricevere e di una valutazione negativa, hanno paura di essere presi in giro dai compagni se sbagliano, e sono preoccupati di deludere i genitori o gli stessi insegnanti se non raggiungono le loro aspettative. Possono portarsi dietro per anni queste ansie e preoccupazioni e, anche in adolescenza, nel fronteggiare un carico di studio e di impegno sempre maggiore, possono conservare una visione negativa di se stessi e delle proprie capacità, insicurezza e paura di non riuscire a farcela, vivendo in modo negativo la scuola e lo studio.


È normale che i genitori siano attenti anche al rendimento scolastico, non c’è nulla di negativo in questo, ma se l’attenzione ai risultati diventa eccessiva, il bambino può arrivare a pensare che viene visto ed è degno di attenzione agli occhi del genitore o degli adulti per lui importanti, solo se riesce a soddisfare certe loro aspettative.

Come aiutare i bambini a superare l’ansia da prestazione a scuola?

1. Mostrate comprensione per la loro ansia

Per i bambini è fondamentale sentire che il genitore o le maestre comprendono il loro stato d’animo e le loro paure. Non sminuite quello che provano e aiutateli ad esprimere come si sentono, rassicurandoli, magari anche raccontando qualche episodio in cui anche voi avete sperimentato ansia o preoccupazione, ma siete poi riusciti a superarle, trasmettendo così il messaggio che la mamma o il papà li comprendono, e che possono riuscire ad affrontare la situazione.

2. Non chiedete sempre e solo “com’è andata a scuola?”

È una domanda che viene spontanea quando rivediamo i bambini all’uscita da scuola, ma non deve essere l’unica o la prima cosa che chiediamo loro. Chiedere solo ciò che hanno fatto a scuola, se sono stati interrogati, che voti hanno preso ed eventualmente confrontarli con i voti o risultati di altri coetanei, li fa sentire quasi sotto interrogatorio e fa passare il messaggio che siamo interessati solo o soprattutto al rendimento scolastico. Proviamo, invece, a chiedere come sono stati a scuola, cosa gli è piaciuto, cosa li ha interessati o divertiti, spostando così la nostra attenzione dalle loro prestazioni al modo in cui vivono e sperimentano le attività quotidiane e ai loro interessi.

 

I figli odiano la domanda “come è andata a scuola?”. Vorrebbero un “come stai?”

 

3.  Lasciate che facciano i compiti da soli

L’ansia della prestazione scolastica può essere collegata anche all’eccessivo peso che viene dato ai compiti pomeridiani (che compiti hai? hai ripassato? guarda che domani la maestra interroga! Non puoi non aver ripassato, devi saperlo per forza!). Promuovere e facilitare gradualmente la loro autonomia è fondamentale, ed è possibile farlo solo dando fiducia ai bambini e trasmettendo loro l’idea che possono farcela anche da soli. Il genitore c’è sempre, può aiutarli soprattutto nei primi anni di scuola ad organizzare lo studio, può chiarire eventuali dubbi o fare insieme una supervisione finale, ma non si deve mai sostituire a loro.

 

Perché non fare i compiti al posto dei figli? Quando intervenire per aiutarli?

 

4. Evitate il giudizio!

Quando ci accorgiamo che i bambini non hanno svolto correttamente un esercizio o hanno sbagliato qualcosa, non annulliamo tutto ciò che hanno fatto (ad esempio dicendo subito che hanno sbagliato e non si fa così o non hanno capito nulla), ma cerchiamo prima di comprendere che ragionamento hanno seguito e dove hanno incontrato delle difficoltà o dei dubbi. Se tornano a casa con un brutto voto, non fatevi vedere preoccupati o delusi, ma trasmettete loro fiducia e rassicurateli: si può sbagliare, ma questo non significa che non si possano comunque raggiungere i propri obiettivi!

Redazione AdoleScienza.it