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Asili da incubo: a cosa devono fare attenzione i genitori?


Maestre aggressive e violente da un punto di vista fisico, verbale e psicologico, purtroppo, non sono così infrequenti. Veniamo a conoscenza solo di una piccola percentuale di situazioni  perché si tratta di bambini piccoli che in tanti casi non hanno ancora acquisito le competenze linguistiche e verbali appropriate, perché hanno paura e tante volte tengono dentro, trattengono ciò che vivono o lo esprimono attraverso un canale più indiretto, non verbale con il corpo, con i giochi o con i disegni.


Mi rendo conto che il fatto di bombardare con queste notizie quasi all’ordine del giorno stia creando una sorta di allarmismo generale, fino ad arrivare al punto quasi di scegliere di non mandare più il figlio alla scuola dell’infanzia. Bisognerebbe però evitare generalizzazioni, negli asili non sono tutti orchi e non possiamo privare i bambini dei momenti di condivisione, socializzazione e gioco, fondamentali per la loro crescita. Devono però  cambiare senza ombra di dubbio le cose nel sistema educativo e scolastico italiano per garantire la tutela dei bambini. Dall’altro lato, invece, l’interesse dei media sta favorendo la sensibilizzazione sull’argomento e sta innalzando il livello di attenzione dei genitori.

Tutto questo, attenzione, non deve generare allarmismi, deve creare attenzione perché c’è un’estrema differenza tra l’allarmarsi e l’essere attenti.

Se ci sono dei cambiamenti, perché è importante che il genitore approfondisca senza allarmarsi?

Per aiutare i bambini ad aprirsi, è fondamentale che prima di tutto ci sia accoglienza, calma e tranquillità e che non vengano sottoposti ad una sorta di inquisizione. L’ansia del genitore è comprensibilissima, ma se viene trasmessa al figlio rischia di chiudersi invece di aprirsi. Infatti, nel momento in cui un bambino si ritrova di fronte un adulto che si agita, va in ansia e si allarma per tutto, si blinderà completamente e non farà trapelare più nulla, portandosi dentro il suo problema: in questo modo, sarà estremamente difficile riuscire ad accorgersi di ciò che sta accadendo.

Molte volte non raccontano al genitore per paura delle sue reazioni e, per non sentirsi ulteriormente in colpa, preferiscono evitare. Inoltre, un bambino che viene abusato si vergogna perché percepisce quella sensazione fisica ed emotiva legata al fatto che ci sia stata una violazione nei suoi confronti.

Quali sono i cambiamenti a cui prestare attenzione?

Innanzitutto è fondamentale conoscere in primis il bambino nella sua quotidianità, perché se un genitore non è abituato ad osservare il proprio figlio, non si può accorgere dei cambiamenti, in particolare quando non sono così manifesti. Ad ogni modo, i bambini che sperimentano questo tipo di disagio possono:

–  modificare le loro abitudini nel quotidiano;

–  avere nuove paure che prima non c’erano;

–  avere problematiche del linguaggio, come ad esempio le balbuzie;

–  ricercare maggiormente la vicinanza dei genitori;

–  avere enuresi notturna;

– avere problematiche del sonno, come ad esempio non riuscire ad addormentarsi oppure fare incubi e svegliarsi più volte durante la notte;

–  avere un calo dell’attenzione e della concentrazione;

– iniziare ad avere una chiusura, essere più introversi e inibiti;

–  mostrare insoddisfazione e rifiuto nell’andare a scuola.

Attraverso questi indicatori, i bambini possono veicolare delle tristi verità ma è sempre importante valutare complessivamente il quadro, perché gli indicatori, quindi i segnali legati alle emozioni e ai comportamenti, non costituiscono una certezza assoluta.

Chi sono le maestre violente, come si comportano e quali sono i danni che generano? E’ giusto mettere le telecamere nelle scuole?


Certamente i disegni e il gioco rappresentano per i bambini dei canali comunicativi importanti e degli strumenti attraverso cui poter finalmente comunicare il proprio disagio, soprattutto quando si tratta di situazioni così difficili come quella di un abuso subito all’interno della propria scuola.


Devo sottolineare una cosa molto importante: se facciamo crescere i bambini con i mano smartphone e tablet, se gli diamo prettamente giochi elettronici, rischiamo di perderci tutto il canale comunicativo-espressivo dei disegni e del gioco, quel canale preferenziale (insieme al sonno e ai sogni/incubi) durante l’infanzia per arrivare a capire se hanno un problema o meno. Se non li guardiamo negli occhi, se siamo anche noi troppo impegnati con il nostro cellulare, perdiamo il racconto del loro sguardo, l’unico che non mente, a differenza delle parole.

Una volta constatato che c’è stato o è presente un problema di abuso e violenza sia fisica che psicologica che verbale, bisogna togliere immediatamente il bambino dalla condizione in cui è esposto e agire nella sua tutela e benessere.

Purtroppo, sono situazioni che sono sempre esistite, ma fortunatamente oggi si pone una maggiore attenzione, se ne riesce a parlare ma se ne deve parlare bene con gli esperti che danno indicazioni precise, in modo tale da poter intervenire tempestivamente e cercare di ridurre gli effetti nefasti di questo tipo di soprusi.

di Maura Manca