charlie

Bambini e adolescenti sempre più attratti dalle sfide social. Che cos’è la Charlie Challenge?


Le Challenge o Sfide Social sono uno dei problemi del momento e racchiudono tutte quelle catene che nascono sui social network, in cui si viene nominati o chiamati a partecipare da altri attraverso un tag.

Lo scopo, solitamente, è di postare un video o un’immagine richiesta, per poi nominare altre persone a fare altrettanto, diffondendosi a macchia d’olio nel Web, anche nell’arco di poche ore. Gli adolescenti, più di altri, vengono attirati da questo tipo di sfide.

E’ quello che è accaduto con la Charlie Charlie Pencil Challenge, conosciuta da tutti come Charlie Challenge, una sfida social lanciata su Youtube, che si è diffusa tra bambini e adolescenti di tutto il mondo sul web. Non si tratta di una novità, era già comparsa in Rete qualche anno fa: infatti capita spesso che si riattivino sfide social del passato perché è sufficiente che qualcuno posti una nuovo foto o video e diventa nuovamente virale.

Charlie Challenge: in cosa consiste realmente?

La Charlie Challenge è una sorta di seduta spiritica 2.0 che si ispira ad un gioco di origine messicana e consiste nell’evocare l’aldilà, più precisamente lo spirito di Charlie, al quale porre domande, riprendendo rigorosamente tutto con lo smartphone e postando il video su internet.

Sono necessarie poche e semplici mosse: posizionando due matite in modo da formare una X, si divide un foglio in quattro quadranti, in due dei quali si scrive la parola “Sì”, nei due opposti si scrive invece “No”.

Successivamente, si pronuncia una particolare formula “Charlie, Charlie Are You Here?” (Charlie, Charlie sei qui?) e si attende un movimento da parte di una delle due matite, per capire la volontà di “Charlie” di comunicare e rispondere alle domande più svariate, ad esempio sulla scuola, sull’amore, sui personaggi famosi e su tutto quello che passa per la mente dei ragazzi.

Il successo di questo gioco si basa sul fascino e sulla curiosità che l’occulto da sempre suscita, e sulla facilità con cui tantissime persone si fanno suggestionare e si impressionano, in particolare bambini e ragazzi.

E’ ovvio che dietro tutto questo ci siano vari trucchetti per rendere il tutto più credibile e spaventoso: ad esempio, escamotage per muovere le matite, come soffiarci sopra, oppure ricorrere a video-montaggi.

Le varianti del gioco, ovviamente, non si sono fatte attendere e sul web si trovano già migliaia di parodie divertenti postate su Youtube e sui vari social network.

Perché se ne sta parlando?

Questa social moda è approdata anche in Italia e in una scuola primaria di Reggio Calabria gli insegnanti hanno sorpreso alcuni alunni cimentarsi nella Charlie Challenge, armati di matite e fogli con scritto “Sì” e “No”, pronti a invocare lo spirito di Charlie. La Dirigente Scolastica, allarmata per la situazione e per il gioco considerato “satanico”, non trattandosi di un episodio isolato, ha deciso di contattare un esorcista, organizzando all’interno della scuola un incontro informativo con lui, rivolto alle famiglie e agli insegnanti. Tale incontro, che doveva essere incentrato sui pericoli del web e dell’uso distorto della tecnologia, si è invece focalizzato su temi satanici, esorcismi, spiriti maligni e tutto ciò che riguarda il lato oscuro.

Tutto questo deve far riflettere, perché piuttosto che comprendere le nuove modalità dei bambini e dei ragazzi e ascoltare le comunicazioni che si celano dietro ai loro comportamenti, si preferisce chiamare all’interno di un’istituzione pubblica un esorcista, senza ulteriori approfondimenti del problema e senza contestualizzarlo.

Quali sono i numeri?

Ciò che preoccupa veramente sono i dati legati alle sfide social e alle challenge che dilagano a macchia d’olio nel web: infatti, 2 adolescenti su 10 hanno partecipato ad una challenge sui social network e il 50% è stato nominato, con il rischio di partecipare solo ed esclusivamente per emulazione ed effetto contagio.

Infatti, l’effetto più allarmante di queste sfide social, è proprio la rapidità con cui si diffondo nella rete, innescando così condotte di pura imitazione degli altri, in cui ci si rinforza a vicenda. Inoltre, in queste challenge che rimbalzano da un social all’altro o finiscono in apposite pagine create per mostrare i vari “trofei”, i ragazzi rischiano di esagerare e di andare oltre quello che è l’input iniziale.

Il tutto viene ovviamente immortalato e pubblicato sulle varie piattaforme online, così da poter dire: “Ce l’ho fatta, ho superato la sfida”, “Sono stato coraggioso”, diventare popolare e racimolare in breve tempo il numero maggiore di “mi piace”.

Tanti giovani, infatti, pur di apparire, cercano la soluzione più estrema, più originale per dimostrare il proprio coraggio, per essere riconosciuti dal popolo del web, per ottenere una maggiore approvazione social e viralità del video o del post.


Probabilmente, quindi, prima di chiamare un esorcista, sarebbe importante conoscere ed essere consapevoli della presenza di questi fenomeni tra i bambini e gli adolescenti e organizzare incontri di formazione rivolti a ragazzi, genitori e insegnanti con esperti qualificati, per poter fare un’educazione digitale efficace in grado di fornire strumenti concreti e aiutarli a muoversi in sicurezza nella rete.


di Redazione AdoleScienza.it