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Bullismo alle scuole elementari: bambini in ospedale per colpa dei bulli


Gli episodi di bullismo sono più frequenti alle scuole elementari, mentre tendono a diminuire durante la crescita. Generalmente, però, i ragazzi delle medie e delle superiori mettono in atto condotte più violente, sebbene negli ultimi anni stiamo assistendo ad episodi di violenza fisica molto gravi anche tra i bambini.

Ad ogni modo il bullismo e il cyberbullismo sono sempre più diffusi e coinvolgono una fascia d’età sempre più ampia e precoce: infatti, sono sempre più frequenti tra i bambini le prese in giro, l’isolamento, le spinte, i colpi, il rubare o rompere gli oggetti, creare gruppi ed escludere il bambino preso di mira, non invitarlo alle festicciole, lasciarlo solo e non apprezzato.

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Si tratta di un fenomeno ancora in parte sommerso, difficile da quantificare e spesso sottovalutato anche da genitori e insegnanti.

La cattiveria, dunque, esiste fin dalla tenera età, e non parliamo di leadership, ma di prevaricazione, di aggressività gratuita nei confronti dei bambini più sensibili e introversi, considerati già diversi, in un mondo in cui la pressione sociale gioca un ruolo fondamentale.

Gli episodi di baby-bullismo rischiano di avere conseguenze ed effetti ancora più pervasivi, perché i bambini hanno a disposizione meno strumenti per affrontare ed elaborare quanto sta accadendo, andando ad attaccare la loro autostima e alimentando la paura e la voglia di non andare più a scuola.

Non si pensa che i bambini possano arrivare a tanto e, molto spesso, queste condotte vengono scambiate per “bambinate” e scherzi innocenti, situazioni transitorie e non intenzionali, ma non è così.

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Sono ormai sempre più numerosi i casi di cronaca in cui piccoli bulli mandano all’ospedale per colpa dei danni causati dalle loro aggressioni a discapito di piccole vittime.

Il fatto che si tratti di bambini, che siano piccoli, non significa che il fenomeno sia “piccolo” o che non sia rilevante da un punto di vista emotivo, psicologico e degli strascichi che lascerà in questi bambini, sia nelle vittime che nei bulli. Spesso purtroppo si tende a minimizzare il problema fino a che non ci si trova davanti ad una evidenza come quando arrivano le aggressioni fisiche che lasciano dei segni manifesti e visibili.

Non dobbiamo sempre aspettare che il fenomeno venga a galla e che si “veda” per intervenire, ma dobbiamo vederlo quando ancora non è conclamato o particolarmente grave.

Non si arriva dal nulla ad arrecare un danno fisico così importante, ci sono tanti altri episodi precedenti, anche meno evidenti, ma sempre ascrivibili al bullismo. Dobbiamo estirpare dalle nostre teste questo concetto di bambinate e non scambiare la prevaricazione e la prepotenza con modalità di relazionarsi tra bambini. Il bullismo lascia i segni sia sugli aggressori che sulle vittime, li segna e li instrada in una traiettoria evolutiva che rischia di farli crescere strutturandosi intorno al loro essere vittima e al loro essere bullo.

I comportamenti di prevaricazione emergono fin dalle scuole dell’infanzia e i numeri alle scuole primarie si innalzano esponenzialmente. Ciò che sta cambiando con il trascorrere degli anni è l’abbassamento dell’età dei soggetti coinvolti e la gravità delle azioni fin da quando sono bambini. I piccoli si spogliano della loro innocenza e diventano intenzionalmente violenti, sempre che si possa parlare di consapevolezza delle loro azioni.

IL VERO problema del bullismo è l’OMERTA’ da parte dei compagni o amici che difficilmente intervengono e si mettono in mezzo o da parte dei genitori dei bambini che spesso vengono a conoscenza dei problemi degli altri e non intervengono fino a che non viene coinvolto il proprio pargoletto, insieme al MINIMIZZARE di troppi genitori, insegnanti e istituzione scolastiche che tante volte, nonostante le segnalazioni, NON interviene efficacemente contro il bullismo. 

Spesso arrivano segnalazioni al nostro Osservatorio Nazionale Adolescenza sul fatto che, nonostante fossero state segnalati gli episodi di bullismo alla scuola, le prevaricazioni sono continuate, anzi, a volte, dopo le “denunce” si aggravano, come se si passasse agli occhi degli altri come “spioni” per cui: oltre il danno, anche la beffa.


Queste forme di violenze rivolte verso i coetanei sono una piaga sociale che diventa arginabile solo se si fa muro tutti insieme e se una volta per tutte vengono debellate l’omertà, l’ignoranza e l’aggressività gratuita nascosta sotto il vestito del gioco o dello scherzo.


Mi auguro vivamente  che queste vicende incoraggino i genitori a non sottovalutare mai il problema, a intervenire tempestivamente e a denunciare, per quanto difficile possa essere, perché  si deve continuare a camminare a testa alta, essere vittima di bullismo non è un reato e quantomeno una vergogna, gli unici che devono abbassare lo sguardo sono e saranno solo coloro che in maniera così vigliacca approfittano della loro supremazia numerica, psicologica e fisica.

di Maura Manca