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Creatività e dislessia: esiste una relazione?


Quando si parla di dislessia vengono subito in mente i deficit e le carenze tipiche di questa difficoltà. Ma questi ragazzi mostrano anche un campo d’eccellenza?

Sempre più negli ultimi anni viene messo in evidenza che personalità illustri e geniali nei diversi ambiti, come Christian Andersen, Pablo Picasso, Walt Disney, Albert Einstein ed altri, verosimilmente erano dislessici, ma il tutto si limita ad una supposizione e ricostruzione autobiografica priva di evidenza scientifica reale.

Quello che emerge dalla letteratura attuale è che i ragazzi con un disturbo specifico dell’apprendimento manifestano un potenziale creativo che si traduce in propensione per le forme visive e intuitive di pensiero.

In particolare, un recente lavoro di ricerca italiano (Manzoli et al., 2016) ha indagato il rapporto tra dislessia e creatività in ragazzi della scuola secondaria di primo grado e ha valutato i processi che sono alla base del pensiero creativo.

Il campione, costituito da un gruppo di ragazzi con dislessia e uno di controllo (ragazzi senza difficoltà), è stato testato su tre specifiche abilità: la capacità di ampliare il proprio campo mentale, inteso come propensione a produrre molte idee diverse e ad allargare il proprio punto di vista; la capacità di collegare le idee attraverso l’associazione per produrre nuove connessioni e combinazioni e, infine, la capacità di riorganizzare il pensiero, inteso come capacità di decontestualizzare gli elementi di una situazione e unire elementi diversi.

I dislessici differiscono significativamente dai controlli soprattutto nelle prove di collegamento, in cui combinano le idee in maniera del tutto originale mettendo in luce nuove possibilità e soluzioni. Questi ragazzi manifestano una forte tendenza creativa nei processi di pensiero. Sembrerebbe quasi che essi, avendo scarsa dimestichezza con il codice verbale, ricorrano in alternativa a modi di pensare non canonici, privilegiando l’elaborazione globale delle informazioni e le strategie di tipo intuitivo e creativo.

La propensione al pensiero creativo emerge soprattutto quando si presenta l’esigenza di collegare elementi diversi o addirittura opposti tra loro, andando oltre le apparenze e gli schemi precostituiti.

Tutto questo per confermare che la dislessia non comporta solo carenze o deficit ma si associa a caratteristiche peculiari di pensiero che spesso possono rivelarsi produttive e determinanti nella vita quotidiana e professionale. Inoltre, il fatto di vedere riconosciuta la propria distintività in termini positivi può avere una ricaduta sull’immagine di sé, nonché sulla motivazione e facilitazione all’apprendimento.

di Irene Lorusso, Psicologa

Esperta in valutazione e riabilitazione dei Disturbi Cognitivi e dell’Apprendimento

Riferimenti Bibliografici

Manzoli S., Cancer A., Antonietti A. (2016). Gli studenti con dislessia sono creativi? Uno studio nella scuola secondaria di primo grado. Psicologia clinica dello sviluppo, doi: 10.1449/83133.

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