Riflessioni di un'insegnante

Degrado della lingua o maestri della comunicazione sintetica? Riflessioni di un insegnante


È inevitabile che la lingua sia sempre in continua evoluzione e che il linguaggio dei giovani assorba impulsi da tutte le direzioni: dall’inglese e altre lingue straniere, dal mondo della musica, e in particolare, dal loro specifico gergo. Gli adolescenti, sotto quest’aspetto, sono creativi, arguti, provocanti: inventano sempre nuove parole ed espressioni. Essi intrattengono un rapporto giocoso con la lingua. In questi ultimi anni alla comunicazione giovanile appartengono anche computer, cellulari e SMS che svolgono in quest’ambito un ruolo importante per stringere contatti e tenere amicizie, ma che usano per la comunicazione codici e abbreviazioni molto lontani dalla lingua italiana standard. Pensare di arginare queste tendenze è ovviamente impossibile, se gestite e usate consapevolmente non comportano necessariamente per i giovani una scarsa conoscenza della lingua italiana.

In questi ultimi anni d’insegnamento ho comunque notato negli allievi, in particolare in quelli che non “praticano la lettura”, una riduzione della loro capacità di esprimere e trasmettere esperienze ed emozioni con un linguaggio posseduto, con chiarezza e forza comunicativa. Ho visto in questi ultimi anni la pagina scritta ridotta all’essenziale; aggettivi, capaci di dare forza all’espressione, (come le faccine degli SMS) sparire nel nulla. Ho visto anche  i ragazzi, col continuo chattare, diventare maestri della comunicazione sintetica.

Ho visto anche nei testi prodotti una qualità comunicativa ridotta oltre alla perdita di competenze, a un dilagare dell’errore in contesti formali (con particolare riferimento all’uso scorretto di accenti, apostrofi, maiuscole, punteggiatura). Nei temi a scuola, poiché non sono SMS, ci si aspetta che si formulino frasi complete e corrette!!!

Ma dove sono finiti quella ricchezza di vocabolario, quel bagaglio di parole cariche di esperienza e sentimenti, che permettono di raccontare agli altri ciò che accade, ciò che siamo, ciò che proviamo? Ma come si può senza gli strumenti adatti comunicare? Mi pare che i giovani mischino in maniera non cosciente elementi formali e informali/familiari.

 E la scuola che fa? Constata e… si lamenta

La vera sfida per i giovani consiste nel riuscire ad adattare il loro linguaggio al contesto: nell’evitare nei testi destinati alla scuola il linguaggio delle chat e degli SMS. Essi devono aver ben chiara la differenza del linguaggio informale usato con gli amici e da quello formale usato con gli adulti e nell’ambito scolastico. Vanno dunque guidati nell’acquisizione di questo. Per far si che il linguaggio degli SMS non costituisca una minaccia per la lingua standard non è necessario respingerlo, anche perché sarebbe impossibile farlo, si potrebbe invece con gli allievi esaminarlo in tutti gli aspetti (lettere, faccine, abbreviazioni..ecc) per capirne le potenzialità, gli effetti e farne un uso consapevole, ed evitare così una commistione con la lingua standard, riattivando l’interesse per la sua conoscenza ed uso appropriato, trasformeremo così  i nostri allievi in perfetti bilingue, italiano e “chattese”… per  intenderci.

di Adriana Cau