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Educhiamoli “a navigare” anche nelle scuole


L’utilizzo di smartphone e l’accesso alla Rete sono parte integrante della vita di ragazzi di età sempre più precoci. Internet ormai rappresenta una risorsa di cui non si può fare a meno, mette a disposizione nuove opportunità di conoscenza, comunicazione e condivisione.

Impedire ad un ragazzo di accedere ad internet sarebbe come isolarlo e renderlo privo degli strumenti necessari per affrontare il mondo e comprenderne il suo funzionamento.Tuttavia, bisogna formarsi e informarsi per padroneggiare il Web, per capire ciò che può essere utile e vantaggioso e ciò che invece può rivelarsi pericoloso e andrebbe evitato.

Dall’indagine promossa dal Safer Internet Center Italiano (http://www.skuola.net/news/scuola/internet-scuola-ragazzi.html) è emerso che i genitori, una volta regalato al figlio il primo smartphone con connessione, non sono più a conoscenza di ciò che i loro ragazzi fanno in Internet.

E se da un lato ci sono genitori impotenti, in che posizione troviamo gli insegnanti?

La ricerca ha rilevato che neanche la scuola riesce a fornire l’adeguata educazione ai ragazzi rispetto all’uso consapevole delle nuove tecnologie. La metà degli adolescenti afferma che i professori non hanno mai dato consigli o indicazioni su un uso corretto delle tecnologie e in particolare dei social network, sebbene i ragazzi siano ben favorevoli alla partecipazione ai corsi tematici per un utilizzo sicuro della Rete.

Mancano dunque le “istruzioni per l’uso” e programmi pedagogici proprio all’interno dei contesti educativi più frequentati dai giovani. Un dato da non sottovalutare se consideriamo che, come è emerso dall’indagine, laddove manchino adulti di riferimento che possano fungere da guida nella navigazione in Internet, aumenta la percentuale dei ragazzi che vivono esperienze indesiderate online.

I più piccoli, tra gli 11 e i 13 anni, dichiarano di volere una maggiore protezione contro adulti malintenzionati mentre i ragazzi tra i 14 e i 16 anni (fascia che risulta più esposta al cyberbullismo) chiedono di essere aiutati contro le prese in giro dei coetanei.

Chi si prende cura della crescita e formazione dei ragazzi deve sentire come compito importante quello di prepararli e attrezzarli ad un uso creativo e responsabile della Rete. È necessario ricordare che quando si ignorano i nuovi linguaggi comunicativi e relazionali dei ragazzi, per gli adulti significa perdere la sfida educativa e soprattutto il dialogo tra le generazioni.

La scuola dovrebbe assumersi il compito di formare educatori, insegnanti e genitori in modo tale che siano proprio gli adulti ad accompagnare, nella delicata fase dell’adolescenza, i ragazzi che “online” comunicano, si relazionano e fanno amicizie, avviandoli ad un uso responsabile e consapevole della Rete.

 

Redazione AdoleScienza.it