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Ennesimo caso di violenza a scuola: minacce e aggressioni verso gli insegnanti


La scuola dovrebbe rappresentare un luogo di confronto, crescita e collaborazione in cui, nonostante le difficoltà che sempre ci sono state, adulti e ragazzi possono trovare terreno fertile per affrontare non solo le vicissitudini legate allo studio e all’apprendimento, ma anche quelle legate alle relazioni e alla socializzazione. Sempre più spesso, però, le nostre scuole si rivelano luogo privilegiato in cui si manifestano disagi e devianza, con bambini e ragazzi violenti non solo con i propri compagni, ma anche con insegnanti e adulti.

Studenti contro professori: a scuola come in un ring

Sempre più spesso la cronaca riporta episodi di violenza che vedono la scuola come scenario principale (in classe, in palestra, in cortile, al portone) e tanti sono i casi di maleducazione e violenza che si verificano quotidianamente e che non arrivano ad essere diffusi su tv o quotidiani.

Solo pochi giorni fa due storie giunte dalla provincia di Cagliari ci raccontavano di un 13enne e di un 15enne che, rimproverati dagli insegnanti per l’utilizzo dello smartphone in classe, non solo non hanno accettato il richiamo, ma hanno anche agito comportamenti violenti di aggressione fisica e verbale nei loro confronti. Anche i dirigenti scolastici non sono immuni alla rabbia e alle ritorsioni dei ragazzi e, proprio in questi giorni, in una scuola media della provincia di Bari, il preside ha dovuto recarsi in pronto soccorso dopo essere stato aggredito da tre ragazzi che hanno fatto irruzione nella scuola, minacciandolo e aggredendolo (non sono ancora certe le motivazioni del gesto), e che si sono fermati e allontanati solo in seguito all’intervento del personale scolastico.  


Il contesto si è modificato sempre di più, bambini e ragazzi fanno sempre più fatica a riconoscere l’importanza di regole e limiti, manca un adeguato riconoscimento dell’autorità, manca un’alleanza educativa reale tra tutti gli adulti in gioco, ogni rapporto sembra debba risolversi con l’uso della forza, anziché con il confronto. Mancano dei saldi punti di riferimento e assistiamo ad un’escalation di prepotenze e violenze, senza confini e senza filtri che permettano di fermarsi prima di compiere una determinata azione.


Non è certo una novità l’insofferenza dei ragazzi, soprattutto se adolescenti, verso le regole e i divieti. Tutti avranno almeno una volta sbuffato perché non avevano voglia di studiare o fare un compito, si saranno lamentati per un prof. troppo severo o si saranno sentiti arrabbiati o delusi quando le cose a scuola non andavano nel verso giusto. Gli adolescenti fanno sempre più fatica, però, a gestire le emozioni e le frustrazioni, non riescono ad autoregolarsi e ad affrontare in modo adeguato le diverse situazioni. Ciò che non è più normale, è la totale mancanza di rispetto dei ruoli e la sensazione di onnipotenza che sperimentano quando agiscono questi comportamenti violenti, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle proprie azioni.  

Redazione AdoleScienza.it