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Giustificazioni social per non far fare i compiti ai figli. Rischi e pericoli


Basta scrivere una bella giustificazione al figlio che non ha fatto i compiti, metterla in posa, scattare una bella foto, postarla su Facebook e il gioco è fatto! In pochi istanti si diventa una star del web!. Da un lato si diventa l’idolo di tutti quei genitori stanchi di trascorrere interi pomeriggi e fine settimana a fare i compiti dei figli; dall’altro si diventa bersaglio di tutti quei genitori stacanovisti che sostengono il rigore e la disciplina.

E’ indubbio che i social network non siano il ring più adattato per svolgere la lotta compiti sì vs compiti no. C’è una disparità tra scuole che devo dire, talvolta, è veramente impressionante. Alcune scuole sono dei parco giochi, altre sono dei veri e propri lager.


I bambini sono sottoposti ad uno stress eccessivo e non hanno più  spazi ricreativi. Anche il gioco è diventato a tempo, non si dà l’intervallo sufficiente alla mente di rilassarsi e alla creatività di esprimersi. COMPITI SU COMPITI, L’ERRORE È PROPRIO QUI. Questi bambini sono oberati.


Nello stesso momento, cari genitori che fate la lotta ai compiti o che fate i compiti al posto dei figli, ricordatevi la funzione degli esercizi a casa: metabolizzazione di ciò che si è appreso a scuola, deposito del materiale studiato nel magazzino della memoria, autonomia nello studio, stimolazione delle capacità intellettive, acquisizione della sicurezza e sperimentazione della propria autoefficacia. Con i compiti si impara a fare il proprio dovere, a rispettare delle regole, tutti elementi fondamentali nella crescita, per acquisire le regole, i limiti, il senso morale e civico, da applicare poi, in un secondo momento, anche in ambito lavorativo.

IL PROBLEMA QUINDI NON È NEL FARE O NON FARE I COMPITI, È SULLE QUANTITÀ. Bisogna dare meno compiti e darli più mirati. Bisogna rispettare il fine settimana e le vacanze perché anche il cervello si deve riposare. Se non recupera, si affatica e non riesce ad apprendere come dovrebbe. COME SI RIPOSANO LE MAESTRE, LO DEVONO FARE ANCHE I BAMBINI.

Giustificare i bambini con giustificazioni social non è un buon metodo, si insegna al bambino a non rispettare le regole, a non assumersi delle responsabilità, ad essere sempre giustificato quando non vuole fare qualcosa, ad andare contro ciò che dice la maestra. È il genitore che deve intervenire in privato con il Dirigente Scolastico ed il corpo docente, magari convocando un’assemblea di classe e prendendo una posizione univoca insieme agli altri genitori, senza dover per forza cercare la popolarità su Facebook, dando un insegnamento completamente sbagliato al figlio, rendendolo diverso dagli altri bambini.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore AdoleScienza.it

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