bullismo scuola

Il ruolo degli insegnanti nella prevenzione del bullismo


Ormai quotidianamente la cronaca riferisce casi di bullismo o cyberbullismo verificatisi all’interno delle scuole italiane e sempre più frequentemente assistiamo a episodi di adolescenti che, vittime di ripetute aggressioni e prevaricazioni, pongono fine alla propria sofferenza con gesti estremi.

Proprio nella scuola, dunque, che dovrebbe rappresentare ancora uno spazio protetto, di formazione e crescita, di relazioni sociali e apprendimento, il fenomeno è sempre più diffuso. Secondo i dati dell’Osservatorio sui Comportamenti e sulle Tendenze degli Adolescenti, presieduto dalla dott.ssa Maura Manca, ricavati da uno studio condotto su circa 4.000 adolescenti suddivisi sul territorio italiano, risulta che il 6% dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo, rispetto al 18% vittima di bullismo “tradizionale” con comportamenti più diretti come prese in giro, isolamento o violenze fisiche (http://www.adolescienza.it/bullismo-cyberbullismo/cyberbullismo-il-male-invisibile-dei-nostri-tempi/#.Vq_IsNLhDIU). Un problema emergente è legato alle prevaricazioni nella sfera intima e sessuale: il 5% di adolescenti, soprattutto maschi, invia a coetanei o pubblica su internet, foto sexy o hard di amici o amiche e il 4% è stato minacciato della imminente pubblicazione di foto o video intimi e privati.

Quale ruolo per la scuola e gli insegnanti?

Talvolta è difficile riconoscere gli atti di bullismo e attribuire loro il giusto peso, poiché le modalità utilizzate dai ragazzi si avvalgono sempre più spesso degli strumenti tecnologici, ancora troppo poco si parla di prevenzione e gli stessi adulti possono avvertire di non essere adeguatamente formati e sostenuti. Troppo spesso si può tendere, per diverse ragioni, a sottovalutare la gravità delle situazioni cui si assiste in modo più o meno diretto. È fondamentale, invece:

– dare attenzione ad ogni episodio e agli atteggiamenti dei ragazzi;

– cogliere sin dall’inizio ogni segnale di allarme;

– offrire ascolto e sostegno ai ragazzi;

– chiedere l’intervento e il supporto da parte di dirigenti ed esperti per intervenire precocemente.

La scuola può, inoltre, assumere un ruolo prioritario nel sensibilizzare e diffondere la conoscenza di tali fenomeni formando gli insegnanti e coinvolgendo i genitori in un progetto educativo ampio e completo.

 

Redazione AdoleScienza.it

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