droghe da stupro

Insegnanti che molestano e violentano le allieve minorenni


Abusi, molestie e violenze sessuali di professori nei confronti degli studenti affidati dai genitori alla scuola, ad una comunità che dovrebbe essere educante, non diseducante e abusante.

È veramente grave che un adulto-docente approfitti del ruolo che riveste e dell’immaturità psichica di ragazze minorenni per i propri scopi personali. Un adulto con un ruolo educativo e formativo non si può assolutamente permettere di spingersi oltre la propria posizione istituzionale, confondendo e sovrapponendo il piano personale con quello professionale.

Un caso dietro l’altro, a scuola, nelle palestre, dove troppo spesso si va oltre e vengono superati dei confini e dei limiti che dovrebbero rimanere invalicabili. Vorrei sottolineare che NON si tratta assolutamente di un attacco alla categoria, perché all’interno della comunità scolastica, per fortuna, la maggior parte dei docenti è formata da adulti consapevoli dell’importanza del proprio ruolo, costretti a lavorare in una scuola ormai alla deriva e in condizioni decisamente complesse.

Ma quanta violenza si respira all’interno delle mura scolastiche?

Maestre violente che scaricano rabbia e frustrazioni contro poveri bambini, professori che umiliano, denigrano e aggrediscono verbalmente gli allievi e docenti che molestano e violentano gli studenti. E’ vero che ci sono anche, dall’altra parte, professori aggrediti da allievi e genitori, ma ora ci stiamo concentrando sul ruolo di un educatore che vede le allieve come oggetti sessuali e approfitta dell’ingenuità adolescenziale.

Nel caso di professori che violentano le allieve, parliamo di adulti che sfruttano la condizione di vantaggio che hanno nei confronti di ragazzine ancora immature sul piano mentale ed emotivo e si approfittano di loro con la violenza e con la sopraffazione fisica e psicologica.

Un comportamento ricercato per perpetrare ed imporre il proprio volere malato. Parliamo di un godere sessualmente per il potere e la dominanza che si sta esercitando su un corpo e su una mente adolescente.

Gli adolescenti vivono una realtà completamente diversa da quella dell’adulto ed è per questo che chi è maturo e riveste i panni di colui che deve insegnare anche la vita ad un ragazzo in crescita, deve obbligatoriamente mettere i paletti. Quel limite fisico per i ragazzi deve diventare anche psicologico e li aiuta a non vivere in maniera distorta la realtà.


Il fatto che abbiano raggiunto una maturità sessuale NON significa che abbiano una maturità cerebrale, psichica ed emotiva tale da discernere, contestualizzare, gestire a livello emotivo ed essere consenzienti, nel senso di esercitare la libertà di scelta, agendo quindi in piena consapevolezza delle proprie azioni.


Se parliamo dei casi in cui anche le studentesse condividevano le proprie immagini intime con i docenti, non dobbiamo mai dimenticare che stiamo parlando di adolescenti e spesso nelle fantasie sessuali di molti di loro c’è quella con l’adulto o con il professore, ed è proprio per questo che l’adulto NON deve e non può approfittare di un minore, ma educarlo e dargli dei limiti.

La scuola offre un pubblico servizio e ha il dovere di vigilare e di tutelare i ragazzi e il loro benessere.

Non vorrei sentire frasi del tipo “mi ha provocato”, “lo ha fatto per vendetta”, “è stata lei che mi ha indotto”, “ho ceduto alle sue avances”: si tratta di molestie, in altri casi anche di violenza psicologica e sessuale, ma di cosa stiamo parlando? Da quando in qua un adulto che lavora in una comunità educante, che dovrebbe aver sviluppato una capacità di discernimento, deve colludere con le dinamiche adolescenziali o, nei casi più gravi, abusare del proprio ruolo?

La cosa grave è che questi comportamenti legati ai rapporti tra professori e allievi vengono anche giustificati da tante persone che credono alla favoletta dell’amore proibito e maledetto. Ancora c’è chi crede che siano atti che non debbano essere criminalizzati, nonostante siano episodi di una gravità estrema. Purtroppo ci si interroga anche su una potenziale responsabilità dell’adolescente data la sua spregiudicatezza.


Spesso i minori si fidano degli adulti di riferimento, che siano insegnanti, maestri o allenatori sportivi, riconoscono in loro autorevolezza e se gli viene chiesto di non parlare, di tenere un “segreto”, lo fanno, anche per paura delle reazioni, delle conseguenze, del confronto con gli altri e con i genitori.


La vergogna li assale, come i sensi di colpa e si possono emergere anche inibizioni da un punto di vista sociale e relazionale. In quella fascia di età non si è completamente in grado di discernere e di essere pienamente consapevoli di subire molestie e abusi, per cui, a volte, non ci rende subito conto della gravità di ciò che si sta subendo e dei danni che possono creare in un’adolescente in via di sviluppo che gioca a fare la grande.

Questo non significa non poter parlare con i minori, non poter avere contatti, anzi la scuola dovrebbe abbattere i muri pur mantenendo sempre chiari i confini e il ruolo autorevole. Se si crea la giusta vicinanza e la giusta distanza il rapporto docente-allievo è un risorsa.

Il fondamentale ruolo della scuola

L’insegnante deve insegnare, sia con le parole che con i comportamenti, deve essere un buon esempio, ha un ruolo fondamentale per i ragazzi che sono sempre più orfani di punti di riferimento stabili ed equilibrati.
Insegnare significa aver ben chiaro l’importanza del proprio ruolo, l’influenza che può avere sulla mente di un ragazzo in via di sviluppo, in cerca di approvazione, di strutturazione della propria identità e nella stabilizzazione dei tratti di personalità.
Il tema è legato alla responsabilità degli adulti che hanno un ruolo educativo e che devono essere consapevoli, equilibrati e, a quanto pare, monitorati e valutati.
Per insegnare NON basta avere delle competenze in uno specifico campo e avere una laurea, non si possono avere distorsioni mentali, patologie psichiche ecc.. Questi docenti vanno sospesi e, nei casi più gravi, cacciati dalla scuola per tutelare la categoria degli insegnanti che non deve essere assimilata solo a queste persone.

L’articolo è stato ripreso integralmente dal mio blog AdoleScienza de L’Espresso:

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/03/08/insegnanti-che-molestano-e-violentano-le-allieve-minorenni/

di Maura Manca