gruppo e insegnanti

La gestione della classe: una “sfida” per gli insegnanti


La gestione della classe rappresenta uno dei compiti prioritari e al contempo più difficili per gli insegnanti, in quanto richiede e sollecita capacità personali, competenze, coinvolgimento attivo, confronto costante e può sottoporre a fatiche e frustrazioni.

Tante sono le difficoltà che oggi, più che in passato, i docenti si trovano ad affrontare quando si tratta di dare regole, favorire il lavoro in gruppo, fornire confini e stimolare l’apprendimento. Gli insegnanti possono sperimentare lo stress e la fatica di strutture scolastiche non adeguate alle nuove esigenze e l’assenza di una rete di collegamento con le famiglie.

Tuttavia, può accadere che situazioni fisiologicamente legate alla fase di sviluppo che i ragazzi stanno attraversando vengano percepite e considerate come patologiche o eccessive, con la conseguente convinzione (talvolta difensiva) che non possa essere la scuola ad accogliere e prendersi cura di quanto espresso e manifestato dai ragazzi.

È importante, in questo senso, sviluppare e incoraggiare una visione collettiva da parte dei docenti: non è una competizione a chi meglio degli altri gestisce la classe! Il corpo docente dovrebbe potersi confrontare positivamente e condividere le stesse regole e gli stessi principi educativi, valutando le diverse situazioni e sviluppando in modo comune le modalità più adatte ad affrontarle.

Sicuramente i ragazzi oggi sono molto più costantemente stimolati, e dunque anche distratti, dal mondo circostante e dalla tecnologia e la motivazione all’apprendimento diminuisce quando non si prova interesse verso ciò che si deve imparare. È importante, in tal senso, ripensare la modalità delle lezioni frontali, in cui l’insegnante spiega e la classe ascolta in silenzio, e inserire ad esempio delle dinamiche di gruppo che possono stimolare l’interesse e il coinvolgimento. È importante, però, che vi sia alla base un’idea condivisa da tutti gli insegnanti e degli obiettivi comuni. Un lavoro pensato in modo collegiale e non individuale può, infatti, favorire anche la diminuzione del carico affidato ad ogni singolo insegnante, stimolare l’interesse e ridurre lo stress e l’impotenza solitamente sperimentati.

Tutto ciò richiede sicuramente impegno e non è esente da difficoltà ma può condurre a sperimentare esperienze nuove che, partendo dal piccolo, dal clima interno alla classe, possono favorire un cambiamento globale. La condivisione di regole e obiettivi, l’apprendimento basato sulla partecipazione attiva e non solo sull’ascolto e una visione comune del lavoro potrebbero migliorare i vissuti non solo degli alunni ma anche degli stessi insegnanti.

Redazione AdoleScienza.it

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