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La privacy tra i banchi di scuola: quale tutela per studenti e famiglie?


Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la nuova guida dal titolo “LA SCUOLA A PROVA DI PRIVACY”, un utilissimo vademecum che nasce dall’esigenza di approfondire e riflettere su alcune delicate tematiche care alle famiglie e all’istituzione scolastica. Sono elencati tutta una serie di elementi che i genitori dovrebbero conoscere per capire come muoversi tra i meandri della scuola.

Il vademecum, composto da sei sezioni (regole generali, vita dello studente, mondo connesso e nuove tecnologie, pubblicazione online, videosorveglianza e altri casi, parole chiave e approfondimenti), ribadisce alcuni dei principi fondamentali del trattamento dei dati personali delle famiglie e del personale scolastico.

Si offre una semplice mappa per non perdere mai di vista il rispetto alla riservatezza e la dignità della persona all’interno della scuola, luogo che più tra tutti dovrebbe tutelare e proteggere i suoi studenti dando loro, allo stesso tempo, un esempio positivo (http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/5601934).

Ecco quali sono le principali novità da sapere e conoscere

Trattamento dei dati personali

Le scuole pubbliche, a differenza di quelle private, possono trattare i dati personali degli studenti, ma gli unici trattamenti permessi sono quelli connessi agli specifici scopi di istruzione.


I dati che riguardano le origini razziali, lo stato di salute (presenza di disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento), le convinzioni politiche e religiose o aspetti giudiziari devono essere trattati con estrema cautela, solo nel caso in cui siano davvero indispensabili per le finalità della scuola.


Temi in classe

L’insegnante può scegliere di assegnare ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale o familiare, senza commettere in questo modo violazione di privacy.

 


Ѐ necessaria la giusta cautela. Sta alla sensibilità di ciascun insegnante mantenere e tutelare la riservatezza degli studenti, nel caso di lettura in classe degli elaborati: deve esserci la capacità da parte del corpo docente di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze didattiche e la tutela alla riservatezza, soprattutto se si tratta di argomenti delicati.


 Voti nei compiti in classe e nelle interrogazioni

I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni sono pubblici, tanto che, per il principio di trasparenza, gli esiti degli scrutini e degli esami devono essere presentati nell’albo degli istituti.


Bisogna prestare attenzione sempre a non fornire informazioni sulle condizioni di salute degli studenti o altri dati personali non pertinenti, esponendo, insieme ai voti, eventuali riferimenti ad esempio alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap.


Riprese video e fotografie

Le famiglie possono fare riprese durante le recite, le gite e i saggi scolastici, soltanto se le immagini sono raccolte per fini personali, destinate ad un ambito familiare o amicale.


Ѐ necessario ottenere il consenso esplicito delle persone presenti nelle fotografie e nei video nel caso in cui si intende pubblicare o diffondere le medesime immagini su Internet e sui social network.


Registrazione delle lezioni

È possibile utilizzare i dispositivi elettronici per registrare la lezione, ma solo per scopi personali, ad esempio per motivi di studio individuale, sempre nel rispetto delle persone.


Per ogni altro utilizzo o eventuale diffusione, anche in rete, è necessario prima informare adeguatamente le persone coinvolte nella registrazione (professori e studenti) e ottenere il loro esplicito consenso.


Uso di smartphone e tablet

L’utilizzo di smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici all’interno delle aule o a scuola non è vietato a priori. Sta all’istituzione scolastica e ai docenti regolarne o inibirne l’utilizzo. Si deve prestare particolare attenzione nel momento in cui si pensa di caricare foto o video e diffonderle in rete o attraverso i social network perché si rischia la violazione della riservatezza altrui.


Gli studenti e tutti coloro che vivono la scuola, prima di diffondere o comunicare i dati di altre persone, così come materiale privato e intimo, devono prima informare adeguatamente gli interessati e aver ottenuto il loro esplicito consenso.


Si tratta di linee guida che permettono di sottolineare alcuni principi fondamentali da trasmettere ai giovani, come l’importanza del rispetto dell’altro, della propria riservatezza e dignità personale e di riflettere sulle conseguenze di alcune azioni, che troppe volte vengono messe in atto senza conoscerne o considerarne gli effetti.

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