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La scuola: un filtro nei casi di eventi tragici


La scuola è una palestra in cui i bambini si allenano alla vita, sia per gli aspetti belli che per quelli brutti. Gli insegnanti spesso sono investiti di un ruolo genitoriale, i bambini nutrono profonde aspettative nei loro confronti, soprattutto quando sono piccoli, la maestra o il maestro si idealizzano, si immagina che sappiano tutto o che abbiano una risposta per ogni domanda.

Gli aspetti di maggiore difficoltà, in termini di gestione, si presentano quando accadono situazioni fuori dall’ordinario, quando si verificano disastri, catastrofi naturali, eventi terribili e terrificanti. I bambini hanno bisogno di manifestare la loro preoccupazione, la loro ansia e soprattutto la loro paura, di conseguenza ne parlano subito a scuola, si confrontano con i compagni di classe, hanno bisogno del parere pure della maestra/o. I bambini devono avere l’opportunità, a casa e a scuola in particolare, di parlare delle loro paure per confrontarsi con gli altri, scoprire di non essere i soli a provare quelle sensazioni, delle quali tra l’altro non vergognarsi come senso di debolezza. Attraverso la conversazione-discussione si può tradurre in positivo questo terribile fatto.

Qualche piccolo consiglio per gestire queste situazioni:

  • La scuola, per non dimenticare il suo scopo formativo, dovrebbe lasciare, in particolare in questi casi, ampio spazio alla conversazione,
  • I bambini andrebbero fatti parlare facendosi raccontare quello che hanno dentro, per capire cosa sanno e cosa gli è stato detto dai genitori, cosa hanno appreso dai media e dove hanno avuto quelle informazioni e valutare, per gestire la situazione con sicurezza, lo spessore della loro paura-preoccupazione,
  • Una volta che ci si è sincerati del livello di conoscenza dell’evento o della situazione, si può iniziare a spiegargli l’accaduto in maniera sincera moderando le parole in base all’età,
  • E’ importante gestire la paura e l’ansia e con equilibrio e moderazione e spiegare i fatti senza bugie per non commettere errori come per esempio caricare i contenuti di tensione, incrementare la paura, turbare maggiormente i piccoli, perché non tutti i bambini vivono e reagiscono a questo tipo di eventi allo stesso modo, c’è chi è più fragile e chi è più forte e strutturato,
  • A volte essere muniti di cartina può facilitare la comprensione a livello di localizzazione geografica per capire meglio le distanze. Se pensano che sia molto vicino a loro saranno più spaventati,
  • Se vogliono usare il canale espressivo dei disegni, colori, parole, fateglielo fare. Attraverso la sfera grafica si esprime anche quello che non si riesce a dire con le parole,
  • Purtroppo conoscono bene l’aggressività e la violenza, sono circondati dalla violenza, dai giochi a tutti i programmi tv, film e cartoni, per cui è un concetto non nuovo per loro,
  • Hanno bisogno di vedere per capire la reale entità altrimenti la vivono come una cosa più grande di loro che gli genera un maggiore spavento,
  • L’insegnante deve saper tirare i fili in maniera intelligente, nei giorni successivi è importante dare più spazio all’espressione del materiale interno, lasciandoli un po’ più liberi di raccontare quello che hanno dentro, per loro la scuola è luogo molto importante e hanno fiducia nell’istituzione scolastica. Quindi, anche se vogliono riprendere lo stesso argomento o se vogliono parlarne ancora, fateglielo fare, senza castrarli,
  • Fare attenzione ai segnali di stress o di disagio perché si possono manifestare anche a scuola, in quel caso si vede che non vanno in remissione autonomamente comunicatelo ai genitori.

La sinergia scuola famiglia è fondamentale per gestire al meglio le condizioni emotive del figlio perché la scuola deve prendersi carico dell’allievo a trecentosessanta gradi.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta e Adriana Cau, Insegnante

 

 

 

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