fumo scuola

Lancia il cestino della spazzatura contro la prof in classe. Il video in rete diventa virale


Un cestino che rimbalza da un banco all’altro accompagnato da risate e da battute ironiche. Un lancio che è arrivato fino alla cattedra ed è riuscito a colpire l’impassibile professoressa.

Purtroppo non è un episodio straordinario, in tante scuole ci si trova di fronte a queste situazioni di ordinaria quotidianità, che i professori nolenti o volenti si ritrovano a gestire. Questo episodio ha fatto scalpore solo perché il video è finito in rete, altrimenti sarebbe rimasto uno dei tanti casi di adolescenti ribelli che sfidano i professori e che scaricano il proprio malessere esistenziale e i propri disturbi dentro la scuola.

Ci sono tante condizioni in cui il disagio e i disturbi del comportamento si evidenziano e si  manifestano soprattutto all’interno delle mura scolastiche, i ragazzi trascorrono tantissime ore dietro i banchi e per loro la scuola rappresenta l’autorità e le regole da sfidare continuamente. Oltretutto anche il gruppo classe rinforza questo tipo di dinamiche, non ci dimentichiamo che questi ragazzi hanno anche un ruolo, seppur negativo, da mantenere.


Ragazzi che sono completamente privi di motivazione, non solo di motivazione allo studio, anche di motivazione alla vita. Parliamo di adolescenti che esprimono il proprio disagio non solo all’interno della scuola con un rendimento scolastico altalenante o completamente deficitario, ma lo manifestano anche attraverso le problematiche relazionali e di scontro contro l’istituzione e autorità scolastica, nonché fuori dalla classe, in famiglia, con il gruppo dei pari e in rete. 


Sono quindi, generalmente, giovani multi-problematici, spinti ad agire per un senso di sfida e da tutto ciò che dà adrenalina: infatti, arrivare a lanciare un cestino in faccia a una professoressa significa non avere minimamente un senso critico e logico, una paura dell’autorità e un senso del limite. Non hanno il pensiero ed il timore delle conseguenze, è tutto un gioco senza senso se non quello del momento.

E’ un tratto sistematico del proprio comportamento che viene messo in atto: non c’è un senso del logico in ciò che si sta facendo e un minimo di investimento personale nella scuola, perché sono ragazzi che non hanno paura nè di essere sospesi e nè di essere bocciati. Non stiamo parlando di un gioco tra ragazzi che per errore è finito male, parliamo di un gesto estremamente intenzionale di ragazzi  capaci di intendere e di volere che hanno agito per “divertimento”. L’unica cosa che sanno dire è “cosa vuoi che me ne freghi!”. 

Attualmente i due ragazzi sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio e per violenza a pubblico ufficiale, filmati da un terzo coetaneo che è stato denunciato per diffamazione.

Le classi multi-problematiche sono sempre più diffuse

Oggi, fa scalpore questa situazione semplicemente perché è finita sul web, perché un ragazzo ha filmato il tutto e ha denunciato il problema. Non si tratta di casi isolati, ma sono veramente tante le classi multi-problematiche dove tante volte i docenti sono veramente impossibilitati a far lezione. E’ vero che da un lato, da parte della scuola,  ci vorrebbe un pugno un po’ più duro, a volte quasi di ferro, per ripristinare un po’ questo contenimento e riprendersi il suo ruolo educativo; dall’altra parte, però, i problemi e disagi dei ragazzi tante volte sono veramente marcati, gravi e di difficile da gestione.

Parliamo anche di classi in cui ci sono più bambini o più adolescenti multi-problematici, per cui l’intervento di un docente deve essere a più livelli e non riescono a stare dietro a tutti. 

Fa scalpore la reazione, o meglio la non reazione della professoressa. A volte in questi casi è bene non dare spago a questi ragazzi, chi soffre di disturbi del comportamento, chi lo fa con finalità oppositive e provocatorie, mette in atto quel comportamento per attirare l’attenzione e per ottenere delle reazioni, seppur negative. Altre volte i docenti non hanno proprio gli strumenti per contrastare questi ragazzi che quando trovano una personalità più remissiva ne approfittano combinandogliene di tutti i colori. altre volte sono stremati e non hanno più la forza di combattere. Sono comunque comportamenti che devono essere sanzionati e non devono passare impuniti, seppur non devono ottenere delle attenzioni che vanno oltre la sanzione. Sono ragazzi privi di senso morale e di educazione che devono essere rieducati perché ogni gesto di questo tipo è una eclatante richiesta di aiuto e di riconoscimento.

L’alleanza scuola-famiglia dove è andata a finire?

L’altro problema importante risiede nel fatto che questi ragazzi sono anche estremamente giustificati e legittimati dalla famiglia. I genitori troppo spesso si scagliano contro la scuola, gli  danno tutte le colpe, cercando di deresponsabilizzarsi e di accusare gli altri. Tante volte i genitori minacciano di denunciare la scuola se prende provvedimenti, di portare via i figli e i dirigenti si trovano incastrati in una morsa.

Ci troviamo di fronte ad un’educazione estremamente deficitaria.

Da un lato, infatti, questi ragazzi crescono senza essere contenuti adeguatamente, troppo giustificati e deresponsabilizzati dalla famiglia oppure dall’altro ci sono genitori violenti, eccessivamente autoritari,  che tante volte ottengono solo l’effetto contrario, come possiamo notare in tantissime situazioni.


In questi casi, è giusto che ci sia una punizione e che la scuola prenda una posizione netta anche come segnale chiaro nei confronti degli altri ragazzi. 


Ora staremo a vedere le reazioni dei genitori, perché tante volte criticano, giudicano e denunciano la scuola quando prende una posizione ferma contro i ragazzi, creando quell’incongruenza tra scuola e famiglia che non permette di creare quell’alleanza, che porta poi all’espressione più manifesta e massima di questi comportamenti.

E’ indubbio che tutto questo abbia poi dei risvolti psicopatologici gravissimi soprattutto a lungo termine, perché i ragazzi che oggi mettono in atto questo tipo di comportamenti e senza un minimo rimorso, senza minima empatia e senza valutare con una capacità critica le conseguenze delle proprie azioni, sono ragazzi che oggi tirano un cestino e domani non sappiamo dove possono arrivare. Non dobbiamo mai dimenticarci di analizzare la traiettoria evolutiva dei disturbi e che gli adolescenti di oggi sono gli adulti di domani.

di Maura Manca