papà materna

L’inserimento nella scuola materna. Qualche consiglio pratico per i genitori


L’inserimento nella scuola materna rappresenta un momento molto delicato nella crescita di un bambino e spesso diventa una fase difficile da gestire soprattutto perché spesso non si sa bene come comportarsi e quando i comportamenti del figlio sono normali o sono esagerati.

Inserirsi in qualsiasi ambiente nuovo richiede per i bambini, anche quelli più equilibrati, uno SFORZO ADATTIVO ossia lo sforzo che il bambino deve fare per adattarsi ad un nuovo ambiente e ad una nuova condizione. Entro determinati limiti è una capacità che il bambino deve imparare perché gli porterà maggiore indipendenza, capacità di risolvere i nuovi problemi, di analizzare le situazioni e trovare le strategie per conviverci al meglio integrandosi con i coetanei. Ovviamente se lo sforzo che deve fare il bambino è eccessivo rischia di creargli una condizione di stress che non fa per niente bene al corpo e alla mente.

Per alcuni bambini rappresenta il primo vero distacco, alcuni non sono mai stati al nido e non hanno mai affrontato una vera e propria separazione; altri, invece, sono un più rodati anche perché si sono abituati ai ritmi lavorativi dei genitori.

IN OGNI CASO CI SONO DELLE REGOLE FONDAMENTALI CHE VANNO TENUTE A MENTE

  1. I bambini così piccoli hanno un enorme bisogno di sicurezza e sono terrorizzati o comunque molto preoccupati dalla separazione dai genitori. Per loro rischia di diventare una sorta di abbandono, scatta l’allarme interno che dice che c’è un pericolo, stare soli, lì in quel posto senza mamma o papà fa richiedere maggiormente la loro presenza. Per questa ragione piangono e a volte si disperano e chiedono al genitore di non andare via o ripetono “voglio mamma”, magari mettendo il broncio o chiudendosi in se stessi.
  2. I bambini così piccoli non hanno ancora sviluppato il concetto di spazio-tempo, per loro, essere lasciati alla scuola materna, è una sorta di abbandono, a quell’età non capiscono la priorità o l’obbligatorietà del dover andare a lavorare perché tendenzialmente tutto ciò che vivono è autoreferenziale.
  3. NEI MOMENTI DI SEPARAZIONE IL BAMBINO HA BISOGNO DI MAGGIORE SICUREZZA. Il genitore deve stare calmo e tranquillo, NON deve assolutamente piangere e, se il piccolo piange, il genitore non si deve far vedere dispiaciuto o agitato. NON DEVE FAR VEDERE CHE SI SENTE IN COLPA.
  4. Deve usare un tono di voce calmo e rassicurante e dirgli che lì starà benissimo, che giocherà con tanti nuovi amichetti, che faranno tante belle cose e che dopo poco tempo tornerà a prenderli per andare a casa.
  5. E’ importante fargli vedere gli aspetti positivi perché nella loro testa ci sono tanti pensieri negativi.
  6. Se ci sono fratellini o sorelline il primo giorno, nella fase iniziale, sarebbe meglio accompagnare prima il diretto interessato per garantirgli l’esclusività del momento.

Come gestire alcuni “capricci” pre-inizio?

Se il bambino NON si vuole preparare, si rifiuta di vestirsi, di uscire di casa o di salire in macchina, non bisogna cedere e non bisogna neanche strillare ed arrabbiarsi anche se si sta facendo tardi perché in ogni caso è una comunicazione di dissenso e di disagio che il piccolo sta facendo al genitore. Bisogna usare un tono calmo e sicuro e con determinazione rassicurali e fargli fare quello che devono fare cercando di calmarli anche perché non devono capire che la modalità “pestare i piedi ed imputarsi” è una modalità efficace per ottenere le cose perché la applicherebbero tutte le volte che non vogliono fare una determinata cosa, usandola per manipolare il genitore.

Come capire quando il bambino è pronto per staccarsi?

Le reazioni sono differenti da bambino a bambino e dipendono molto dal legame di attaccamento con le figure di riferimento per il piccolo. Più è stabile e basato sulla fiducia, sul riconoscimento e corrispondenza dei bisogni, più è probabile che la separazione si viva in maniera meno drammatica rispetto a chi vive già nella paura di “essere abbandonato”. Sono importanti anche le caratteristiche individuali e ambientali, la presenza di bambini conosciuti, le maestre ecc…..

All’inizio è normale che il bambino abbia bisogno della “sua dose di sicurezza”, è in un ambiente nuovo, in cui non ci vuole stare, con gente nuova per cui potrebbe aggrapparsi al genitore, stare vicino a lui, chiedere la mano o di stare in braccio. Man mano deve essere attratto sempre di più da ciò che accade intorno a lui, deve iniziare a guardarsi intorno, a esplorare l’ambiente, a provare curiosità e voglia di interagire con i nuovi giochi e bambini. Potrebbe volere la compagnia del genitore per prendere il via e fiducia nelle maestre e nell’ambiente che lo circonda.

Man mano il bambino si staccherà sempre di più e inizierà le sue attività dimenticandosi della presenza del genitore fino a che resterà tranquillamente senza di lui.

Questo passaggio può essere molto veloce o può durare diversi giorni anche qualche settimana. L’importante poi è che si arrivi alla autonomia e che il bambino stia sereno.

Attenzione a non sommare separazione a separazione

Attenzione, quando ovviamente la decisione dipende dal genitore e non dagli eventi della vita, a non far corrispondere il passaggio e l’inserimento in un nuovo ciclo scolastico, ad un evento di vita come per esempio la separazione dei genitori, la nascita di un fratellino, il trasferimento di città o di casa. Sono tutti aspetti che richiedono un importante sforzo adattivo da parte del bambino e possono gravare maggiormente da un punto di vista psicologico e alimentare le sue insicurezze, soprattutto la separazione dei genitori.

 

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore di AdoleScienza.it

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

 

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