mal di testa bimbo

Mamma, ho mal di testa, non voglio andare a scuola!


La cefalea comunemente chiamata “mal di testa” è un disturbo particolarmente diffuso in età evolutiva e in età adulta, tant’è che si calcola che oltre il 90% delle persone abbiano avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con questo tipo di problema. In età prescolare parliamo di una diffusione par al 10-20% che sale al 27-32% ai 13-14 anni.

Molto spesso i bambini in età scolare sostengono di avere un dolore forte alla testa che talvolta non sanno descrivere bene. Per circa l’80% dei casi la cefalea durante la fase di crescita è di insorgenza psicogena, ossia i fattori che predispongono il dolore alla testa hanno origine nella psiche. Per questa ragione risulta fondamentale cercare di indagare sul “significato” del sintomo. Focalizzare l’attenzione su tali aspetti non implica non tenere in considerazione gli aspetti organici.

Più il bambino è piccolo più il disagio si manifesta attraverso il corpo. Il sintomo spesso rappresenta l’espressione di un disagio psichico quale: rabbia repressa, aggressività repressa e controllo. Molto spesso i bambini, infatti, manifestano gli attacchi prevalentemente prima di andare a scuola o in ambito scolastico, tale per cui fanno chiamare i genitori a prenderli a scuola. Oltretutto, è importante sapere che il bambino attraverso il sintomo può ottenere svariati vantaggi secondari. Secondo Freud, la funzione secondaria della malattia ne rafforza la stabilità (Freud, 1915-17). Il tornaconto secondario è quella sorta di piacere che si ricava nell’essere in uno stato di malattia perché, generalmente, si ricevono più cure dall’ambiente familiare, più attenzioni e magari, si è anche esonerati dal dover svolgere determinati compiti.

Nell’ambito clinico tendenzialmente si riscontra il mal di testa quando è presente un problema relativo all’espressione delle emozioni, alla forte tensione interna che non si riesce a scaricare in altro modo, ma anche in famiglie particolarmente oppressive, iperprotettive, svalutanti e criticanti.

Al mal di testa non piace la scuola

In un clima scolastico in cui vi è forte competitività e conflittualità, la cefalea, può portare ad un vissuto di isolamento, scarso rendimento scolastico, problemi legati alla socializzazione. Può capitare che il bambino che sta spesso male è considerato dagli insegnanti e dai compagni un bugiardo perché usa il mal di testa per non adempiere agli obblighi scolastici. Questo può diventare un circolo vizioso che può portare a sviluppare una vera e propria Fobia Scolare, caratterizzata da ansia e/o timore eccessivi, che coglie il bambino/ragazzo nel momento di andare a scuola e/o durante le ore scolastiche che può portare ad un vero e proprio rifiuto della scuola.

Circuito cefalea vs Fobia Scolare

Cefalea = scarso rendimento scolastico = allontanamento da scuola

Lo stesso può verificarsi quando i genitori hanno forti aspettative nei confronti del figlio, soprattutto in ambito scolastico, il bambino/ragazzo può manifestare una sorta di ansia rispetto alle proprie prestazioni che lo può portare a sviluppare, con il tempo una vera e propria Ansia da prestazione.

Se non viene ben gestita la cefalea può diventare un meccanismo di auto sabotaggio da parte del figlio che non permette di affrontare in modo adeguato i compiti prefissati.

Un piccolo consiglio

Il consiglio è quello di far parlare il figlio e di cercare di capire cosa sta cercando di esprimere attraverso il proprio malessere, senza attaccarlo e senza sminuire la sua problematica.

Anche se di origine psicogena, il dolore è reale!

 

di Maura Manca

 

Riferimenti Bibliografici

Freud S. (1915-17). Introduzione alla psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 1985.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *