povertà educativa

Povertà educativa in Italia: una minaccia al futuro di bambini e adolescenti?


La povertà educativa, cioè la mancanza di competenze necessarie per uno sviluppo adeguato, rappresenta un fenomeno in crescita, che pesa gravemente su milioni di bambini e adolescenti italiani. Il Rapporto “Illuminiamo il futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa” (http://www.savethechildren.it/informati/pubblicazioni), presentato da Save the Children, si è posto l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e proporre strategie per contrastare il deficit formativo dei ragazzi.

I dati raccolti evidenziano come quasi il 25% dei quindicenni non raggiunga la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 in lettura, in particolare gli adolescenti che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico e culturale (rispettivamente il 36% e il 29%). A Sud e nelle isole, la percentuale di adolescenti che non consegue le competenze minime raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 42%, con un picco estremo in Calabria (46% e 37%). In relazione al genere, le disuguaglianze colpiscono maggiormente le ragazze in matematica (23% contro 20% dei maschi), mentre i ragazzi si dimostrano meno competenti in lettura (23% contro 11% delle coetanee). Inoltre, più di 1 minore su 10 risulta vivere in condizioni di povertà estrema e ciò può solo consolidare ulteriormente le condizioni di svantaggio e di impoverimento. Altro fattore evidenziato è collegato alle migrazioni dei genitori: se tra i ragazzi migranti di prima generazione, il 41% non raggiunge i livelli minimi di competenze in matematica e lettura, l’incidenza del fenomeno scende al 31% in matematica e al 29% in lettura per quelli di seconda generazione.

Al contempo troppe risultano essere le carenze di servizi e attività formative scolastiche ed extrascolastiche:

– solo il 14% dei bambini tra 0 e 2 anni può usufruire del nido o di servizi integrativi;

– il 68% delle classi di scuola primaria non offre il tempo pieno;

– il 64% dei minori non ha possibilità di accedere ad attività ricreative, formative e culturali, in particolare nel sud Italia;

– il 48,4% dei ragazzi tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo mentre il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva.

Anche qualità delle infrastrutture, connessione a internet o partecipazione ad attività extracurricolari si dimostrano associate all’incidenza del fenomeno. Circa la metà delle scuole risulta essere priva di un certificato di agibilità (45%), il 54% degli edifici non rispetta la normativa anti-incendio e il 32% quella anti-sismica, configurando una reale condizione di pericolo.

Le attività extracurricolari, importanti per attivare percorsi di recupero nei minori svantaggiati, si mostrano carenti. Nonostante la correlazione positiva tra la partecipazione ad attività sportive, musicali o di volontariato e la povertà educativa, il 70% degli alunni di 15 anni frequenta scuole che non prevedono alcuna attività extracurricolare.

Secondo i promotori del progetto, è urgente l’adozione di un piano di contrasto alla povertà dei minori dando sostegno al reddito delle famiglie, accesso gratuito alle mense scolastiche e ad altre opportunità educative. Gli interventi non devono riguardare solo le scuole ma, in generale, tutto l’ambiente di vita di bambini e adolescenti al fine di permettere loro l’apprendimento, la crescita, la sperimentazione, lo sviluppo di capacità e aspirazioni.

 

 Redazione AdoleScienza.it