scuole elementari

Prima elementare: un passaggio importante per i figli. Attenzione ai segnali di stress


La cosa più importante che bisogna ricordarsi è che durante tutte le fasi di transizione e di passaggio, i figli hanno ancora più bisogno di sostegno da parte dei genitori e dalle figure affettivamente significative per lui come per esempio i nonni che spesso e volentieri hanno un ruolo molto importante durante l’anno scolastico soprattutto perché in tanti casi vanno a prendere i piccoli a scuola e stanno con loro nel dopo scuola.

Da un lato, i bambini sono eccitati dall’idea di andare in una nuova scuola, quella per “i grandi”, ma dall’altra, sono spaventati dal trovarsi soli in un ambiente diverso rispetto a quello precedente, dall’incontrare nuovi insegnanti, soprattutto quando erano molto legati affettivamente a quelli della scuola materna. Dopo anni in cui si erano adattati a quell’ambiente, si erano abituati a quei giochi, a quei luoghi rassicuranti, a quei compagnetti, si trovano catapultati in una nuova dimensione in cui devono riniziare da capo e in cui sono i più piccoli.

In questa fase comunque il bambino ha acquisito una serie di competenze importanti da un punto di vista linguistico, motorie e relazionali ed è strutturalmente pronto ad affrontare questo passaggio. Inizia inoltre a sperimentare l’importanza degli amichetti e il piacere del condividere.

Quello dalla scuola materna, in tanti casi, però diventare un vero e proprio distacco emotivo, che in alcuni casi può anche generare uno stato ansioso nel piccolo. Il bambino ancora può associare il distacco al concetto di perdita e quindi si rischia di vivere questo passaggio con un importante coinvolgimento emotivo.

Ecco qualche consiglio per partire con il piede giusto ed evitare le condizioni di stress emotivo

 

  1. Il genitore deve in parte assecondare gli stati emotivi del figlio, per esempio nel caso in cui chieda di poter tornare a trovare le maestre per salutarle gli si dovrebbe dire di sì. È importante parlargli della nuova scuola, degli aspetti positivi, di tutte le cose belle che andrà a fare e di tutti i nuovi amichetti che incontrerà.
  2. Bisogna rispettare i tempi dei figli, permettergli di ambientarsi, standogli vicino senza far trasparire eventuali ansie e preoccupazioni che li manderebbero inutilmente in allarme. DOVETE SEMPLICEMENTE ESSERE DEI CONTENITORI ACCOGLIENTI E GIUSTAMENTE CURIOSI, senza fare dopo il primo o i primi giorni inquisizioni e senza assillarli con gli “allora” che servono solo a calmare le proprie ansie: “allora cosa hai fatto”, “allora hai conosciuto qualcuno”, “allora come è andata?”, “allora le maestre cosa ti hanno detto”, “come ti sono sembrate le maestre?” ecc……. Il bambino parlerà da solo e in ogni caso inizierei con un bel come stai? Per poi provvedere con il “hai voglia di raccontarmi come è andata?”.
  3. LA COSA PIÙ SBAGLIATA DA FARE nei giorni precedenti l’ingresso nella nuova scuola è dargli troppe raccomandazioni su tutto ciò che deve e non deve fare, in teoria l’educazione e come comportarsi nei posti nuovi o comunque a scuola la dovrebbero in parte conoscere. Limiterei il famoso “mi raccomando!” con tanto di dito indice puntato seguito dal “devi essere un bravo bambino”, “devi fare da bravo”, “devi fare quello che ti dicono le maestre” ecc…. potrebbe accrescere l’ansia anticipatoria o al contrario nei figli con un temperamento o un problema comportamentale legato all’oppositività e provocatorietà potrebbe far scattare la molla inversa e vivere le indicazioni come imposizioni a cui, perché no, ribellarsi. I bambini iperattivi vivono queste fasi in maniera pressante perché non riescono a volte a controllarsi e vengono fin da subito ripresi e rimproverati.
  4. I bambini vanno RESPONSABILIZZATI fin da subito con i giusti ritmi, per un buon equilibrio psichico e per evitare problemi nelle fasi successive dello sviluppo, anche da un punto di vista scolastico.
  5. È importante far rispettare correttamente il SONNO e l’andare a dormire, i ritmi dei compiti e dello sport e soprattutto bisogna stimolarli all’AUTONOMIA. Il bimbo deve imparare a fare i compiti da solo, ad autoregolarsi e a sforzarsi da solo senza dover avere subito ed immediatamente un aiuto o essere imboccato perché altrimenti non imparerà mai da solo e quando sarà grande non avrà acquisito un metodo di studio efficace e avrà sempre bisogno di qualcuno per studiare.

Attenzione! In queste fasi di passaggio possono manifestarsi dei segnali e dei comportamenti da tenere d’occhio

In queste fasi di passaggio possono manifestarsi dei segnali e dei comportamenti regressivi ossia che manifestavano quando erano più piccoli e che non erano più presenti come per esempio:

  •  la “pipì a letto”,
  • maggiori richieste di conferme,
  • incubi, maggiori risvegli durante la notte,
  • pretesa di poter dormire nel  letto con i genitori,
  • a volte anche tic nevosi o gesti ripetitivi,
  • dolori alla testa, alla pancia, nausea o in alcuni casi anche vomito.

 

Se durano poco tempo non è preoccupante, ci sono bambini più sensibili di altri che vivono con maggior tensione emotiva questi momenti. Se il problema perdura bisogna rivolgersi ad uno specialista perché significa che il bambino non accetta il passaggio e non trova le risorse dentro di sé o nell’ambiente familiare adeguate per fronteggiare questo passaggio.

 

 

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

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