fobia scolare

Quando l’adolescente ha paura di andare a scuola


La scuola rappresenta uno dei contesti di vita dell’adolescente che concorre, insieme alla famiglia e al gruppo dei pari, allo sviluppo della sua personalità, rinforza o meno l’autostima e permette di sperimentare l’autonomia in base alle esperienze che vive nel rapporto con i coetanei, con gli insegnanti e con i risultati scolastici.

Ma se un ragazzo inizia a rifiutarsi in maniera persistente di andare a scuola?

Che significato possiamo dare a tale comportamento?

Nella fase adolescenziale, i ragazzi si stanno gradualmente allontanando dai genitori per iniziare a stabilire una propria identità. L’ambiente scolastico, da un lato può presentarsi come fonte di crescita e di nuovi legami, dall’altro può contenere in sé elementi che predispongono i ragazzi a momenti di malessere che segnalano in alcuni casi disagi più profondi, fino ad una vera e propria fobia della scuola.

Il termine fobia scolastica o “rifiuto ansioso della scuola” indica uno stato di ansia e paura incontrollata che si manifesta con costanti tentativi di rifiuto da parte del bambino o dell’adolescente di andare a scuola. Si evidenzia una risposta fobica sul piano fisiologico (tachicardia, nausea, dolori addominali, disturbi del sonno), sul piano comportamentale ed emotivo (condotte di evitamento, somatizzazioni).

L’età d’esordio è di solito intorno ai 5-6 anni, correlata solitamente ad angosce di separazione dai genitori ma può verificarsi anche in età successive, prendendo più le sembianze di ansia sociale. Quando la fobia scolare colpisce il preadolescente e l’adolescente è più difficile da interpretare, assume un quadro complesso e più serio rispetto alle fobie nei bambini (Diatkine e Valentin, 1990).

L’ambiente scolastico per l’adolescente non è soltanto un luogo nel quale si apprendono nuove nozioni, ma assume un significato rilevante in quanto contesto di socializzazione: la fobia scolare può veicolare il timore di essere rifiutati dal gruppo o di avere un rendimento scolastico al di sotto delle attese. Saltare le lezioni diventa un rinforzo per le assenze successive. Si incrementa infatti la paura di ritornare in classe sia per l’ansia di dover giustificare la propria assenza, che può attivare un giudizio negativo da parte degli altri, sia per il timore di non riuscire a recuperare il tempo perduto nelle lezioni e le verifiche.


Tra i fattori che possono facilitare l’insorgenza di questo tipo di disagio troviamo:

– eventi di vita stressanti (malattie, lutti, separazioni);

conflitti genitoriali irrisolti che possono investire l’ambito scolastico;

– difficoltà a relazionarsi con i coetanei e gli insegnanti dovute ad eventi negativi realmente vissuti (episodi di bullismo, litigi con un insegnante) o immaginati dal ragazzo (convinzione di non piacere, di non essere all’altezza);

– ansia da prestazione e paura del fallimento scolastico.

La fobia scolare, se non risolta, può comportare l’abbandono scolastico e progressive difficoltà di inserimento sociale. Inoltre, può essere accompagnata da scompensi evolutivi e produrre in seguito l’isolamento in casa (fobia sociale), condotte a rischio oppure stati depressivi gravi (King e Bernstein, 2001).


Cosa si può fare?

1. Genitori, insegnanti ed educatori devono cogliere i primi segnali di difficoltà e non confonderli con scarsa volontà del ragazzo: si possono nascondere problemi più o meno complessi che richiedono un intervento per evitare conseguenze negative.

2. Non soffermarsi soltanto sugli aspetti dell’apprendimento e della prestazione scolastica, ma valorizzare con i ragazzi l’ascolto e la comunicazione creando un clima tranquillo e positivo.

3. Favorire il reinserimento scolastico: accettare con compiacenza la richiesta di assenza del ragazzo, in modo ripetuto, non fa che incrementare il problema rafforzando l’immagine che lui non può farcela.

4. I ragazzi vanno ascoltati, incoraggiati e supportati dalla famiglia e dagli insegnanti nelle difficoltà che incontrano a scuola per metterli nelle condizioni di affrontare le situazioni frustranti con maggiore serenità.

5. Se il disagio persiste, richiedere il supporto psicologico prima che il disagio possa compromettere gravemente l’area relazionale e sociale del ragazzo cercando di creare una rete di sostegno tra la scuola e la famiglia.

Difficoltà scolastiche: prevenire è meglio che curare

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Diatkine R., Valentin E. (1990). In Lebovici S., Diakine R., Soulè M. (a cura di).  Le fobie scolastiche dei bambini più grandi e degli adolescenti. Trattato di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, vol. 2, Borla, Roma.

King N. J., Bernstein G. A. (2001). School refusal in children and adolescents: A review of the past 10 years. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 40(2): 197-205.