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Scuole aperte durante l’estate: come la pensano i protagonisti?


Tra le proposte per le vacanze scolastiche estive, il Ministero dell’Istruzione considera la possibilità di aprire gli istituti secondari di primo e secondo grado, situati in zone periferiche o degradate, per contrastare la dispersione scolastica e sostenere le periferie. La scuola come centro che si apre agli studenti e alle loro famiglie, oltre i tempi della didattica: il pomeriggio, il sabato, nei giorni di vacanza.

 

Il progetto, proposto dal Ministro dell’Istruzione, si chiama Scuola al Centro e prevede che gli istituti situati in zone metropolitane disagiate rimangano aperti anche durante l’estate. L’obiettivo è realizzare attività ricreative, non didattiche, che promuovano l’avvicinamento alla musica e alla lettura, laboratori creativi e teatrali, attività sportive, conoscenza del territorio e promozione della cittadinanza attiva. Secondo il decreto, firmato il 27 aprile, le città che potrebbero fruire al momento del progetto sono Milano, Roma, Palermo e Napoli, con circa 700 istituti coinvolti. A settembre, attraverso un ulteriore finanziamento, si potrebbe estendere il progetto sul territorio nazionale a circa 5000 istituti.

 

Cosa ne pensano gli studenti?

La ricerca “La Scuola del Futuro”, condotta dalla piattaforma Skuola.net su 2200 ragazzi di medie e superiori (http://www.skuola.net/news/scuola/scuole-pomeriggio.html), rivela come secondo loro, tra le priorità da adottare per la scuola italiana, vi sia al quarto posto l’apertura pomeridiana delle scuole, cui si dichiarano favorevoli 3 ragazzi su 4. Mentre una metà di questi ragazzi ritiene utile svolgere attività di recupero o studio di gruppo, l’altra chiede che siano realizzate attività extra- didattiche, quali laboratori, corsi, attività sportive. In merito all’apertura estiva delle scuole, sembra possibile ipotizzare, però, un minor gradimento e una minore adesione degli studenti, a meno che non si riesca davvero a realizzare attività di carattere ricreativo.

 

Qual è la posizione di genitori e insegnanti?

Stando al grande successo riscosso dalla petizione lanciata su Change.org da alcune mamme emiliane, in cui si chiedeva di estendere l’apertura delle scuole elementari sino al 30 giugno, progetti di questo tipo potrebbero incontrare le esigenze di numerose famiglie che non hanno la possibilità di accedere a reti familiari e sociali o strutture ricreative cui affidare i ragazzi nel lungo periodo estivo. Gli insegnanti, però, che non sarebbero obbligati all’impegno, esprimono delle PERPLESSITA’ legate alla carenza di collaboratori scolastici, alle strutture purtroppo non adeguate, a problemi di sicurezza e alla preoccupazione di essere sempre più responsabilizzati dalle famiglie.

 

Quali potrebbero essere i vantaggi?

– I costi dei centri estivi sono spesso elevati, non sostenibili per le tutte le famiglie che potrebbero così ricevere un aiuto.

– I ragazzi potrebbero essere seguiti in caso di difficoltà.

– Le attività (ludiche, sportive, ricreative) potrebbero rappresentare una opportunità di sperimentazione e crescita.

 

Alcuni aspetti negativi

– C’è il RISCHIO che laboratori ed attività extra- didattiche non si riescano a realizzare concretamente.

– Si renderebbero probabilmente necessari ulteriori finanziamenti e la collaborazione di associazioni ed enti, non sempre facilmente realizzabili.

– Bambini e ragazzi potrebbero non staccare mai veramente la spina e non godere del periodo estivo come periodo di riposo e vacanza.

  

Redazione AdoleScienza.it

 

 

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