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Scuole meno punitive: può essere utile sostituire la sospensione con il volontariato?


Sono sempre di più gli istituti scolastici che tra le sanzioni per gli studenti che non si comportano bene o che non rispettano le regole, stanno scegliendo di fargli svolgere attività di volontariato, piuttosto che punirli con azioni repressive.

Nelle scuole, infatti, solitamente si tende a mettere in atto misure punitive, come ad esempio la sospensione, per arginare gli studenti che non rispettano il regolamento o che mettono in atto condotte scorrette. Le sanzioni certamente possono essere utili, ma non sono la soluzione, perché da sole non riescono ad avere una funzione educativa e rieducativa.


Perché il lavoro socialmente utile può essere più efficace della punizione fine a se stessa?

È sicuramente importante riuscire ad adottare una sanzione che non punisca soltanto, che sia diversa dalla sospensione fine a se stessa e che svolga anche un’azione educativa in grado di stimolare la crescita e la responsabilizzazione dei ragazzi.

Come riportano i giornali, ad esempio, al Liceo Lucrezio Caro di Roma, alcuni studenti, piuttosto che ricevere la sospensione, sono stati coinvolti in lavori socialmente utili, come ridipingere le pareti della scuola, aiutare i volontari di Sant’Egidio, spalare la neve nelle zone terremotate.

Sicuramente è bene valutare il caso specifico ma, se non si tratta di ragazzi già deviati, si riesce a lavorare in maniera costruttiva su una rieducazione, anche attraverso azioni di volontariato: questo permette ai ragazzi di riparare il danno, di riflettere sulle conseguenze di certe azioni e acquisire valori legati al buon senso e alla solidarietà, attivando un clima di collaborazione anche con le famiglie.

Gli studenti per ovviare al loro comportamento scorretto devono però anche essere aiutati e accompagnati a riflettere sulle loro azioni, sulle conseguenze e sull’importanza di rispettare gli altri. Bisogna, quindi, trasmettere ai ragazzi il reale significato di questa scelta disciplinare.

Ogni punizione data senza un senso, non permette di educare e di rieducare, mentre i ragazzi devono capire il significato delle proprie azioni, il danno che hanno creato e avere la possibilità di riparare, per diventare persone più responsabili e comprendere fino in fondo quello che hanno fatto.

Redazione AdoleScienza.it